Tagli al settore sociale, venerdì lo sciopero degli operatori

Venerdi 25 Novembre 2011, Le Cooperative Sociali e le Associazioni di Volontariato della provincia di Avellino, che operano nei servizi socio assistenziali rivolti agli anziani, ai disabili ed ai minori per conto dei Piani di Zona Sociali e dei Consorzi dei Servizi Sociali, hanno indetto uno sciopero per protestare contro gli intollerabili ritardi da parte della Regione Campania nell’erogazione dei fondi dell’anno 2010 e dell’intero 2011e per i tagli al settore. Le Cooperative e le Associazioni, hanno organizzato un corteo di protesta che percorrerà il Corso Vittorio Emanuele di Avellino, partendo, alle ore 9.30, dalla Villa Comunale.
“La situazione dei servizi sociali nella nostra Provincia è al collasso – si legge nella nota dei lavoratori socio assistenziali -. Le cooperative che gestiscono i servizi di assistenza domiciliare agli anziani, ai disabili e i servizi ai minori sono a rischio chiusura poiché attendono invano che la Regione Campania si decida finalmente ad erogare i fondi previsti, affinché il loro lavoro possa continuare. I dati sono impressionanti: le cooperative aspettano ancora di ricevere i soldi di parte dell’anno 2010 e di tutto il 2011. Parliamo di milioni di euro, per i quali, allo stato attuale, la Regione Campania e i Piani di Zona Sociali provinciali , non sono in grado di prevedere l’effettivo stanziamento. In questo anno e mezzo gli operatori hanno continuato con spirito di sacrificio a portare avanti il loro lavoro, senza alcuna prospettiva economica. Le cooperative, dal canto loro, hanno fronteggiato la situazione, anticipando ingenti somme di denaro per il pagamento degli stipendi, credendo alle continue promesse ricevute su uno sblocco imminente dei fondi regionali. Tale situazione pesa molto sulle coscienze dei lavoratori del sociale che, da persone responsabili, si rendono conto di avere affidati servizi di primaria necessità per la popolazione; tuttavia il senso di responsabilità nei confronti di questo delicato lavoro non è bastato a far si che la causa per cui intendono battersi avesse un minimo di attenzione. Pertanto i lavoratori del sociale dicono BASTA! Non possiamo più continuare a operare gratuitamente per reggere un sistema per il quale non c’è più alcuna prospettiva futura.
Lo Stato, infatti, ha tagliato di oltre il 50%, i fondi per la realizzazione delle attività sociali a partire dal 2012 e di conseguenza anche le Regioni hanno dovuto adeguarsi a questo stato di cose. Quindi i lavoratori del settore non solo rischiano, da qui a pochi mesi di non avere più garantito il lavoro per il quale hanno affrontato numerosi sacrifici, ma, allo stato attuale, non hanno neppure garanzie sui tempi di erogazione dei soldi dovuti”.

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