SeL, Nebbia: “Pale eoliche stravolgerebbero il Parco del Partenio”

“Difesa dell’ambiente, protezione del territorio sono stati assunti dai politici e dagli amministratori di turno con solenni proclami e slogans accattivanti specialmente in occasione delle campagne elettorali o evocati tardivamente quando immancabili tragici eventi hanno colpito distruggendo i centri abitati, sconvolgendo intere zone seminando morte e disperazione”. Comincia così la nota di Giancarlo Nebbia el nuovo Circolo di Sinistra Ecolgia e Libertà di Avellino, in merito al rischio di istallazione di pale eoliche nel Parco del Partenio.
“La qualità della vita, la vocazione naturale della nostra regione allo sviluppo di un turismo rispettoso e sostenibile sono stati branditi per anni come argomenti centrali nei discorsi di chi si voleva proporre ai cittadini per una ponderata amministrazione del territorio inteso anche come bene comune. Argomenti confliggenti spesso con gli interessi di chi ha sempre sostenuto un modello di sviluppo speculativo di sfruttamento senza limiti largamente diffuso con interventi brutalmente invasivi che ha prodotto la cementificazione del territorio, particolarmente le aree agricole, l’apertura di strade inutili e distruttive su un territorio peraltro abbandonato lasciato all’incuria e al vandalismo, alle discariche abusive, alla disseminazione di ogni sorta di rifiuto, all ‘inquinamento della acque.
Quanto premesso – prosegue Nebbia – è per rendere l’idea di quanto possa essere difficile conciliare lo sviluppo ancora oggi purtroppo prevalente con la necessità di una concreta salvaguardia del territorio che fino ad ora è stata affrontata solo in questi termini: c’è una zona molto ampia di interessi che conducono ad un inesorabile deterioramento dell’ambiente, pertanto per porre fine a questo spreco insensato si devono creare le aree protette. Questa posizione difensiva presuppone che soltanto alcune aree di particolare pregio devono essere tutelate abbandonando ciò che resta, ad ogni sorta di abuso. Ma c’è di peggio, ora siamo andati oltre: la posizione assunta dalla Regione Campania che vuole superare anche i limiti agli interventi infrastruttturali impiantistici, concedendo intere zone definite area di riserva integrale, area di riserva generale orientata e area di riserva controllata, alla società TEN Tricolle Energia per l’installazione e l’esercizio di un impianto eolico che dovrebbe essere allocato nel bel mezzo del Parco Regionale del Partenio, manifestando chiaramente un comportamento schizofrenico, in quanto fu la Regione Campania stessa ad istituire il Parco del Partenio con delibera numero 1405 del 12 aprile 2002 dove sono definite le norme di salvaguardia già citate.
Si tratta di un’intervento il cui impatto sull’ambiente sarebbe a dir poco devastante anche a prescindere dall’essere realizzato su un territorio protetto ( non si pensi solo alle pale in sè, ma all’apertura di strade di accesso inevitabili e indispensabili per la messa in opera e la gestione dell’impianto). Un territorio su cui si era puntato per valorizzarne le potenzialità paesistiche per orientare e sostenere lo sviluppo di attività volte ad incrementare forme locali di artigianato, prodotti tipici e quant’altro per un turismo ecocompatibile. A meno che paradossalmente si voglia addirittura proporre le pale eoliche che svetterebbero bianche sul mare verde delle foreste circostanti con i loro centosessantotto metri di ingombro in altezza e relativa base di cemento armato, come qualcosa in più da offrire dal punto di vista paesaggistico a improbabili folle di turisti rassegnati all’ineluttabilità che allo sviluppo energetico non si può opporre la prioristica difesa della natura.
L’opposizione o meglio il parere negativo espresso dall’Ente Parco sul progetto sventa per il momento il pericolo che si possano mettere pesantemente le mani su un pezzo di territorio che sembrava inattaccabile, ma sarà necessario mantenere l’attenzione su ciò che potranno decidere a livello regionale, provinciale perché come è facile intuire non è affatto scontato che non possano ripresentarsi sgradevoli sorprese sotto forma di insidiosi ricorsi. Anche per chi non è prevenuto sull’argomento delle energie rinnovabili, si pone il problema di non stravolgere il territorio in particolare come nel caso in questione, quello sottoposto a vincoli di protezione, con interventi che dovrebbero essere esaminati più attentamente. E’un mistero come si sia potuto produrre uno studio di valutazione di impatto ambientale che esprime un parere positivo su un progetto così palesemente contrastante con le norme stabilite dall’Ente Parco.
Su tutto il progetto si pongono domande precise che non possono essere eluse dalla Regione Campania e dalla Provincia di Avellino che sul territorio sembra abbiano facoltà di decidere tutto e il contrario di tutto anche contraddicendo se stesse, ma ci si deve domandare pure quale risposta intende dare l’universo ambientalista su un problema che merita grande attenzione e su cui pare non si siano fin ora espressi”.

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