Sanità e trasporti, l’appello di Russo a Caldoro

“Signor Presidente Caldoro, in occasione della sua visita ad Avellino, le rivolgo pubblicamente due preghiere: 1) non chiudere gli ospedali dell’alta Irpinia e 2) non sopprimere la tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta”. E’ questo l’appello lanciato dal consigliere provinciale del Partito Democratico Franco Russo al governatore della Campania. “Vengo alla prima preghiera: chiusura ospedali. Il finanziamento nazionale per la sanità dovrebbe avvenire secondo il criterio del “costo standard”. Invece, questo finanziamento, avviene per una serie di parametri (età media della popolazione e spesa storica), che penalizzano il Sud e la regione Campania (che ha la popolazione più giovane d’Italia). Grazie a questo sistema in vigore, il finanziamento, per la sanità, dal governo centrale alle regioni è assolutamente iniquo ed ingiusto. Il cittadino delle regioni del Nord vale circa 1.750,00 Euro all’anno.
Il cittadino delle regioni del Sud vale circa 1.700,00 Euro all’anno. Il comportamento del governo nazionale verso noi campani non è quello di un padre giusto che tratta i suoi figli allo stesso modo, ma è quello di un patrigno strabico che guarda i propri figli in modo diverso. Il governo eroga alle regioni del Nord (ad esempio la Valle d’Aosta) un finanziamento annuo di circa 1.750,00 Euro per ogni cittadino. Il governo, di contro, eroga alle regioni del Sud un finanziamento annuo di circa 1.700,00 Euro per ogni cittadino. Noi cittadini campani riceviamo un finanziamento annuo per ciascuno di circa 50,00 Euro in meno rispetto ad altre regioni. Noi campani siamo circa 6 milioni di persone e perdiamo, ogni anno, con questo sistema di finnziamento, una cifra di circa 300.000.000 (trecento milioni) di Euro; se moltiplichiamo questa somma per circa 12 anni (da quando è in vigore questo sistema di finanziamento) viene fuori una cifra esorbitante: vari miliardi di Euro, con cui avremmo potuto coprire una bella fetta del disavanzo della regione Campania.
Non si riesce in alcun modo a far comprendere al governo centale che il finanziamento deve essere uguale per ogni cittadino italiano, sia valdostano che campano; prova di questo è la proposta che recentemente il governo ha fatto alle regioni per il finanziamento per la sanità relativo all’anno 2011 appena iniziato. Ovviamente, il governo, supportato, “ricattato” politicamente dalla lega Nord, non cambierà questo sistema assurdo ed ingiusto di finanziamento; gli italiani non sono uguali, nemmeno di fronte alle malattie.
Per noi irpini, al danno del governo centrale, si aggiunge la beffa del governo regionale. Il comportamento della regione Campania verso le aree interne in generale e verso l’alta Irpinia in particolare non è quello di una mamma che aiuta tutti i suoi figli, ma è quello di una matrigna ingiusta che fa il tifo per i cittadini dell’area metropolitana e costiera, maltrattando i figli delle aree interne i quali contano poco perché esprimono pochi voti rispetto alle aree metropolitane e costiere.
Il piano sanitario, così come è stato proposto è una offesa, è un insulto ai cittadini irpini in generale ed ai cittadini dell’alta Irpinia in particolare per una serie di motivi:
– il diritto alla assistenza sanitaria deve essere uguale, perchè non sembra più così, per il il cittadino dell’alta Irpinia, per il cittadino di Avellino e per il cittadino di Napoli;
– l’alta Irpinia è una zona ad elevato rischio sismico;
l’ospedale di Sant’Angelo Dei Lombardi è una struttura strategica della Protezione civile;
l’alta Irpinia è un territorio vasto (circa 1.000 Kmq), è un territorio molto ventoso (infatti è pieno di pale eoliche) e i tempi di percorrenza fino ad Avellino oppure ad Ariano sono lunghi, soprattutto d’inverno quando il Formicoso è ammantato di neve;
si deve garantire l’emergenza per traumi (incidenti stradali, per infortuni sul lavoro, infortuni domestici ecc…) ma anche per per infarti e per ictus cerebrali;
per le isole sono state utlizzate delle deroghe;
tante cliniche, con meno di cento posti letto, sono rimaste aperte in altre aree della regione;
si premia il comportamento virtuoso degli irpini, nell’utilizzo delle risorse in sanità, con il taglio di ospedali e si condanna il comportamento fatto di abusi, sprechi e sperperi delle aree metropolitane e costiere con il mantenimento dello status quo e senza gli stessi sacrifici che si chiedono alle aree interne;
il consiglio provinciale del 23/05/2010 ha ribadito alla unanimità il prorio dissenso rispetto a questa linea di tagli trasversali, indiscriminati che sono stati ideati per la nostra provincia;
occorre parlare con i cittadini e con le istituzioni provinciali, legittimamaente elette; occorre confrontarsi quando ci sono stravolgimenti del genere; non si decidono, a tavolino, le sorti di una comunità (di circa 60.000 abitanti) come l’alta Irpinia; non si chiudono le porte al dialogo con i cittadini e le istituzioni (sindaci, presidente Sibilia, rappresentanti della chiesa come il vescovo di Sant’Angelo Dei Lombardi);
Io, nel mio piccolo, lancio delle idee, delle proposte che sono ovviamente aperte al contributo di tutti: — NO alla chiusura d’embleèe dell’ospedale di Bisaccia, ovviamente; SI, invece, ad una rimodulazione, ad una rivisitazione di tutto il sistema dell’assistenza sanitaria nella nostra provincia con l’obiettivo di migliorare l’assistenza per tutti gli irpini, nessuno escluso;
— incentivazione, stimolo per quelle aree territoriali, quelle ASL e quelle Aziende Ospedaliere che hanno dato assistenza efficiente ad un costo giusto, senza sprechi e senza sperperi; questa incentivazione può essere anche di tipo economico con le risorse derivanti che potrebbero essere reinvestite nelle stesse aree territoriali, nelle stesse ASL e nelle stesse Aziende Ospedaliere virtuose;
— programmazione e gestione dell’assistenza sanitaria non solo di eslusiva competenza regionale ma aperto ad una sorta di collaborazione, di compartecipazione con le amministrazioni provinciali; queste ultime, conoscendo bene la propria geografia provinciale, molto difficilmente taglieranno di colpo ospedali, taglieranno di colpo l’assistenza sanitaria in una parte dei territori di appartenenza, come putroppo sta accadendo adesso. Le amministrazioni provinciali potrebbero davvero distribuire, nel proprio territorio provinciale, in modo ottimale non solo le risorse economiche, ma anche le strutture sanitarie con lo scopo di garantire a tutti i cittadini la più equa e consona assistenza possibile;
— tentare tutti insieme di risolvere una volta per tutte questa disparità di trattamento, questa disparità di finanziamento da parte dello stato centrale tra le varie regioni d’Italia; noi campani dobbiamo avere lo stesso finanziameto dei cittadini della Valle D’Aosta; il finanziamento non dovrà più avvenire come è stato fino ad oggi, utilizzando i vecchi ed obsoleti parametri: spesa storica ed età della popolazione; il finanziamento dovrà avvenire tenendo presente il bisogno reale della popolazione ed il costo standard delle prestazioni.
Passo alla seconda preghiera: soppressione tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta. Io ho chiesto lo svolgimento di un consiglio provinciale straordinario monotematico, che spero si possa tenere a breve, su questo altra scure che sta per abbattersi sull’Irpinia. Abbiamo bisogno di una regione amica, che finanzi il progetto “Le vie del vino ….”, utile a far crescere le nostre aree interne ed a salvare la Avellino – Rocchetta.
Signor Presidente Caldoro, avrei ancora altre preghiere da rivolgerle (risorse economiche per questo territorio, aiuto ai giovani che vanno via ecc…), ma mi fermo qui. Signor Presidente Caldoro, io la ringrazio perché verrà in Irpinia a recuperare l’errore di un comportamento non proprio brillante ed amichevole verso questo territorio; la prego di ascoltare le ragioni dell’Irpinia in generale e dell’alta Irpinia in particolare; la prego di adoperarsi per fare in modo che i diritti siano uguali dappertutto, in alta Irpinia, ad Avellino, a Napoli”.

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