Rubinaccio: “Piani di Zona organismi inutili”

“Qualche giorno fa, discutendo del pasticciaccio brutto creato dal decreto Del Rio aveva evidenziato come la fine delle province come enti autonomi e delegati ad importanti settori, non facesse altro che creare un vuoto esecutivo e solo danni su settori importanti del territorio. E mi riferivo evidentemente a quello che è lo specchio del disastro oggi targato Piani di Zona Sociale”. E’ quanto sostiene il dirigente provinciale del Mir Giuseppe Rubinaccio. …

“Qualche giorno fa, discutendo del pasticciaccio brutto creato dal decreto Del Rio aveva evidenziato come la fine delle province come enti autonomi e delegati ad importanti settori, non facesse altro che creare un vuoto esecutivo e solo danni su settori importanti del territorio. E mi riferivo evidentemente a quello che è lo specchio del disastro oggi targato Piani di Zona Sociale”. E’ quanto sostiene il dirigente provinciale del Mir Giuseppe Rubinaccio.
Ad Avellino come nel nostro territorio, stiamo assistendo ad uno spettacolo indecoroso, – prosegue Rubinaccio – che vede le fasce deboli penalizzate ed uniche vittime di un sistema che non funziona e che sicuramente andava riformato o cancellato. E qui vengo alle questioni di questi giorni. Pensando a cosa potrà accadere con la nascita di consorzi sulla gestione dei rifiuti, un modello che abbiamo già conosciuto in tutti i suoi connotati di clientelismo e di devastazione per l’economia e per le casse degli enti. Quello incarnato perfettamente dai Piani di Zona Sociale. Non ho timore nel definire questi strumenti di gestione del sociale come inutili carrozzini.Macellerie sociali. Ecco quello che si è fatto fino ad oggi. E a cosa serve il commissariamento del Pdz A4, se alla fine i comuni, in primis quello di Avellino continuano ad esercitare pressioni e soprattutto a creare disagi, danni e ritardi.
I politici scherzano e la gente, quella che si attende servizi, muore. Senza servizi. Quelli che i Piani di Zona Sociale avrebbero dovuto garantire. Con la programmazione triennale che resta solo un miraggio. Anzi, un libro dei sogni. Che per le comunità non si traducono assolutamente in nulla che possa significare servizi per la cittadinanza. Sfido chiunque a raccontare o dimostrare l’efficienza di questi organismi che si occupano del sociale? Quali sono stati i servizi resi? Quanto è continua l’assistenza sul territorio? E i Comuni? In questi giorni è scoppiata la polemica sulla morosità per quelli legati al Pdz A5. Il caso è finito in Tribunale. E perché? Solo perché i Comuni, in un momento di crisi generale, non hanno assolutamente avuto la possibilità di pagare le quote sociali per la partecipazione al Piano di Zona Sociale. Sono stato sempre convinto che spettasse ai Comuni, all’autonomia dei sindaci, decidere sulle attività sociali e sui bisogni. Solo i sindaci, che non hanno voce in capitolo sui Pdz e devono subire il ricatto delle quote non versate, sanno quali interventi sono necessari per le proprie comunità.
Per questo ad essere cancellate, piuttosto che le province e le loro competenze, dovevano essere questi organismi inutili”, conclude Rubinaccio.

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