Risoluzione contratti lavoro: ecco i termini per l’impugnazione

AVELLINO – La UIL Tem.p@ -Categoria Lavoratori Temporanei, Atipici, Autonomi e Partite Iva- comunica ai lavoratori precari che il 23 gennaio 2011 scadono i termini temporali  posti dal Collegato Lavoro (L. 183/2010) per impugnare le risoluzioni dei contratti a termine vale a dire dei contratti di somministrazione, contratti di collaborazione a progetto, contratti a termine già conclusi alla data del 24 novembre 2010, entrata in vigore della L.183/2010. I termini per l’impugnazione sono i seguenti:
1.Se sono contratti già conclusi alla data del 24 novembre 2010 l’impugnazione va fatta entro il 23 gennaio 2011 e successivamente si dispone di 270 giorni dall’impugnazione per depositare il ricorso in tribunale.
2.Se sono contratti in corso e per i futuri contratti, compresi quelli di collaborazione a progetto, c’è sempre la doppia decadenza: 60 giorni dalla cessazione del termine (o, in caso di collaborazioni, dal recesso del committente) per l’impugnazione e 270 giorni dalla impugnazione per il deposito del ricorso in tribunale.
3.Se si ricorre alla DPL (Commissione di Conciliazione presso l’Ufficio Provinciale del Lavoro), in caso di mancato accordo o di non accettazione della procedura da parte del datore di lavoro, i 270 giorni diventano 60.
Il Segretario UIL Tem.p@ Vincenza Preziosi chiarisce che per impugnare la risoluzione dei contratti a termine, delle somministrazioni e dei contratti di collaborazione a progetto è necessario che gli stessi vengano portati a termine; le dimissioni impediscono al LAVORATORE DI IMPUGNARE LA NULLITA’ DEI CONTRATTI.
Inoltre, continua Preziosi mi preme informare il pubblico precario su quelle che sono le cause che più frequentemente comportano la nullità di queste tipologie contrattuali atipiche.
Per quanto riguarda il contratto di somministrazione ovvero quello stipulato tra il lavoratore ed un’Agenzia per lavoro, Preziosi ribadisce che esso è NULLO se
– l’assunzione non avviene in forma scritta;
– se non vi è l’indicazione diretta o indiretta della durata del contratto;
– se non vi sono riportate le ragioni giustificatrici o se le stesse vengono riportate in maniera generica es: ”per ragioni di carattere tecnico, produttivo o organizzativo”;
– se, nel caso di utilizzo del contratto a termine per sostituzione di personale avente diritto alla conservazione del posto di lavoro, non viene indicato il nominativo della persona assente. In fattispecie aziendali complesse, se non il nominativo, devono essere indicati almeno altri elementi che circoscrivano l’ambito della sostituzione.
Il lavoratore in somministrazione ha diritto inoltre alla stabilizzazione del suo rapporto di lavoro se ha prestato attività lavorativa in esecuzione di due o più contratti di lavoro in somministrazione stipulati con la medesima agenzia per un periodo complessivo pari a 42 mesi anche non consecutivi, oppure nel caso in cui il lavoratore presti attività di lavoro in favore della stessa agenzie in esecuzione di un unico contratto di lavoro eventualmente prorogato con la stessa impresa utilizzatrice per un periodo pari o superiore ai 36 mesi.
Per quanto concerne il contratto a tempo determinato, trattandosi di un contratto di lavoro subordinato al fine di evitare abusi da parte del datore di lavoro la normativa (D.lgs 368/2001) ha fissato come condizione per la stipula del contratto a termine l’esistenza di determinate motivazioni ed ha fissato determinati limiti numerici e di durata.
– se l’assunzione non avviene in forma scritta;
– se non vi è l’indicazione diretta o indiretta della durata del contratto;
– se non vi sono riportate le ragioni giustificatrici o se le stesse vengono riportate in maniera generica ES: ”Per ragioni di carattere tecnico, produttivo o organizzativo”;
– se, nel caso di utilizzo del contratto a termine per sostituzione di personale avente diritto alla conservazione del posto di lavoro, non viene indicato il nominativo della persona assente.
– Inoltre il contratto a termine è impugnabile se prorogato più di una volta e se, nell’attivazione di più contratti a termine per uno stesso lavoratore, non si rispettano i limiti di interruzione previsti dalla legge cioè 20 gg per contratti superiori a 6 mesi e 10 gg per contratti di durata inferiore.
– Infine si può sostenere la trasformazione a tempo indeterminato se un lavoratore supera, anche con più contratti a termine per lo svolgimento di mansioni equivalenti, i 36 mesi di lavoro.
Infine, per le collaborazioni a progetto la nullità è legata prevalentemente alla reale modalità della prestazione lavorativa, quindi va verificato se è riconducibile al lavoro subordinato, fermo restando che vi è possibilità di sostenere la trasformazione di una collaborazione a progetto in un contratto subordinato nei casi in cui è assente nel contratto stesso la definizione del progetto o della fase di esso.
E’ consigliabile, pertanto, continua Preziosi rivolgersi alla propria sede sindacale non soltanto per avere maggiori chiarimenti in merito ma è sempre consigliabile affidarsi alla conciliazione in sede sindacale in quanto da qui parte l’inizio dell’iter che valutato caso per caso stabilisce le azioni successive”.

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