Riforma Enti Locali, Cisl Fp chiede tavolo permanente

La Cisl Fp ha iniziato un percorso di formazione per RSU ed RSA degli enti locali e sta predisponendo con la segreteria regionale una piattaforma da presentare alla Regione Campania per la riforma delle autonomie locali, dopo aver sottoscritto con l’assessore Sommese un protocollo d’intesa per la istituzione di un tavolo permanente sulla questione. “Il precedente Governo – afferma il segretario generale Cisl Fp Doriana Buonavita – aveva depositato alla Camera due proposte legislative: il disegno di legge costituzionale per l’abolizione delle province e il disegno di legge ordinaria recante disposizioni su città metropolitane, province, unioni e fusioni di comuni.
La prima proposta, che di fatto è un provvedimento decostituzionalizzante , ha tenuto conto della nota sentenza della Corte costituzionale n. 220 del 2013, la quale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle recenti norme a partire dal 2011. In tal senso il DDL n. 1542 cerca di rispondere con l’intento, confermato una volta di più, di svuotare l’ente provinciale.
Sulla seconda proposta, per la parte dedicata alle unioni e alle fusioni dei comuni, il Governo ha dichiarato di puntare a una razionalizzazione della disciplina delle unioni, che a seguito dei numerosi interventi legislativi di questi anni ha subìto continue mutazioni, fino a connotare con la medesima qualifica di unione fenomeni e modalità organizzative tra loro molto diverse.
Per quanto attiene l’aspetto finanziario ed atteso che i comuni della provincia irpina sono per gran numero al di sotto dei 5000 abitanti le possibili soluzioni devono tener conto di tre fattori. In merito alle unioni di comuni vi è una riduzione della spesa in quanto non è più prevista, tra gli organi dell’unione, la giunta; inoltre tutte le cariche dell’unione sono a titolo gratuito; per quanto attiene ad incentivi per la costituzione di unioni di comuni e per la fusione di comuni, è previsto che tali agevolazioni siano erogate assicurando l’invarianza dei saldi relativi al complesso degli enti locali; la costituzione di un numero maggiore di unioni di comuni e la fusione di comuni potranno comportare, nel lungo periodo, una riduzione di spesa dovuta alle economie di scala nell’erogazione di servizi, interviene Antonio Santacroce.
Dobbiamo, però, registrare, anche su questo importante tema, l’assenza di programmazione strategica da parte della Regione Campania, condizionata, a parer nostro, dai soliti rigurgiti negativi di preservazione del potere locale.
Sul tema province riteniamo utile approfondire la possibilità di parlare di aree vaste atteso che in altre regioni tipo l’Emilia Romagna sono già state istituite e offrono maggiori sinergie tra gli enti anche sanitari nella erogazione di servizi. I limiti principali ed incontestabili che si sono riscontrati sinora nei comuni di piccole dimensioni sono stati la limitatezza delle risorse finanziarie, il maggior costo sostenuto per la gestione dei servizi locali, lo scarso grado di specializzazione delle risorse umane e la dotazione organica spesso insufficiente a fronteggiare i fabbisogni organizzativi, una contenuta capacità progettuale e di innovazione nella ricerca di soluzioni ai problemi. Riteniamo più che condivisibile la proposta già fatta dalle associazioni territoriali, del superamento, ancorchè temporaneo, del patto di stabilità per consentire il decollo produttivo dell’associazionismo, così come reputiamo necessaria l’istituzione di una cabina di regia per il monitoraggio, con cadenza annuale, delle gestioni associate.
E’ certamente una grande sfida quella chi si prospetta anche alla luce di quello che il nuovo Governo porrà in essere in materia. Importante sarà la correlazione propositiva che le Unioni ed i Comuni avranno con la Regione, sollecitandola laddove non presente. Come fondamentale sarà razionalizzare i processi interni, riconfigurare le organizzazioni poco efficienti e produttive, controllare concretamente la gestione dei propri servizi, modernizzandoli ed ampliandoli generando risparmi ed efficienza, specializzare il personale ed evitare duplicazioni, inefficienze e burocrazia, in un processo che, per gli enti territoriali, più che di riforma sarà di autoriforma”, conclude Buonavita.

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