Piano di zona Alta Irpinia: Salzarulo replica a Cataldo

“Un tale, Donato Cataldo, già presidente del Consorzio dei Servizi Sociali Alta Irpinia, sostiene che io non sappia leggere. Non è questione da poco. Cito dal testo: “delibera […] di dare mandato al presidente del C.d.A. per il conferimento degli incarichi di progettazione esecutiva di entrambi i progetti al Direttore Dott. Giuseppe Del Giudice, nonché per la liquidazione dei compensi previsti, ad avvenuta sottoscrizione degli atti di concessione con la Regione Campania;”. Quel tale scrive, nella sua requisitoria sulla stampa del 29 marzo, che sarebbero previste più figure da coinvolgere. Ritengo di saper leggere, tanto la delibera quanto l’articolo”. Lo dice in una nota Rodolfo Salzarulo, sindaco di Lioni. Di seguito la restante parte della nota:
“Prima stranezza: nella delibera è dato mandato al Presidente (è troppo ovvio che riguardi la funzione e non la persona!) di conferire incarico di progettazione esecutiva di entrambi i progetti! al Dott. Del Giudice. Il progetto è stato approvato. Dunque è stato anche redatto. Il deliberato pubblicato dice senza equivoci chi occorre liquidare. Ed è cosa che dovrà fare il Presidente. Chiunque egli sia! Per questo è comparsa la delibera dopo l’elezione del nuovo C.d.A? Seconda stranezza: nell’articolo quel tale riconosce che più figure hanno partecipato alla progettazione. Però nella delibera viene dato mandato di conferire incarico ad un solo soggetto. Tanto è. Nel quadro economico, oltre ai 20.000 euro previsti per progettazione, ce ne sono altri 16.000 per un supervisore/esperto di politiche sociali, 3.520 per il coordinatore amministrativo; 12.480 per coord. Attività; 3.072 per esperti di monitoraggio; 3.584 per responsabili di monitoraggio; 12.584 per responsabile di segreteria organizzativa e amministrativa; 16.000 per segreteria org. e amministrativa. Leggere è estenuante. Anche perché questa lista della spesa si ripete per le tre annualità! Mentre la progettazione, ovviamente, è fatta solo una volta. E meno male! Terza stranezza: diversi componenti del C.d.A. asseriscono di ignorare il quadro economico che è stato pubblicato. Forse non era stato presentato al C.d.A. al momento. Il problema è che in premessa è detto che i due progetti, già approvati nel 2010 furono finanziati dalla Regione Campania con D.D. n.14 del 02.02.11 per gli importi di € 480.000 e 619.614, per un triennio; e, quindi, si legge ancora: “Accertato che il succitato D.D. n.14 del 02.02.11 rimanda a successivi decreti regionali quanto necessario per l’attuazione dei progetti […]” può significare solo che (1) i progetti c’erano già in luglio; (2) che la Regione li aveva approvati, come da BURC n.9 del 2011; (3) nel luglio 2011 il presidente si era fatto dare il mandato di liquidare, ma ha tenuto all’oscuro tutti degli importi da liquidare; (4) l’atto di materiale finanziamento da parte della Regione può essere successivo, e finanche di marzo (come egli oggi asserisce), ma riguarda tutto il resto delle somme da assegnare a figure da individuare; (5) la delibera pubblicata solo il 22 marzo 2012 ha solo il senso di gratificare un fedele direttore, politicamente schierato con la parte politica che oggi si indigna. E non con i territori. Quarta stranezza (induttiva): la Regione ha approvato un progetto. Chiaro è che la liquidazione debba avvenire dopo il finanziamento. Un progetto non può prima essere approvato e poi affidato. Se non è così, dov’è l’atto di incarico? Se la Regione approva il progetto nel febbraio del 2011 perché solo in luglio 2011 il Presidente si fa dare il mandato di “affidare incarichi al Direttore”, e solo in marzo 2012 ne pubblica il deliberato? Ribadisco: ritengo di saper leggere. Forse lui non sa scrivere. O forse gli fa difetto la logica. Sicuramente gli fa difetto l’aritmetica. E la memoria. Egli ha dimenticato come tre anni fa respingesse ogni accordo al di sopra delle parti politiche. Che il principale avversario di ogni accordo, insieme al Presidente Cataldo, fosse proprio il Sindaco di Nusco dell’epoca. Che lo stesso Sindaco, dopo avere contribuito ad eleggere il C.d.A. e il Presidente, si sia dimesso da Sindaco per assumere il ruolo di direttore del Consorzio. Oggi, poi, non 13 su 27 ma, con 1 assente, 14 (più 2 astenuti) su 26 hanno votato il nuovo C.d.A. E la ASL era presente! Ed è stato eletto nel C.d.A. anche il Sindaco assente! Se, però, io so leggere e Cataldo sa scrivere, allora esiste solo una possibilità: qualcuno è bugiardo. E questo non bisogna, però, chiederlo ai grammatici ma ai Giudici. Invito, perciò, Cataldo a denunciarmi se quello che dico non risponde al vero. Perché o io mento o qualcun altro imbroglia le carte. Stesso difetto di memoria trasmette il già Sindaco e già Presidente Di Milia che, proposto presidente della Comunità Montana, davanti ad una assemblea di lavoratori dell’Alta Irpinia, abbia poi impiegato il tempo di notte per stracciare quell’accordo e farne un altro, molto di parte, che avesse solo il rispetto dei patti che si completavano nel piano di zona con la presidenza Cataldo. Oggi dà buoni consigli! Che noi accettiamo, da lui che è esperto. Infatti nei prossimi giorni, come anticipato nelle assemblee, invieremo ai sindaci dell’Irpinia una proposta di modifica dello Statuto che renderà obbligatorio concertare accordi istituzionali, al di là degli schieramenti politici. Ovviamente a quelli che avranno deciso di restare negli organismi. Attenzione, però: accordi istituzionali non possono prevedere una quota al PD, una al PdL, una all’UDC. Questo è accordo politicissimo, da manuale Cencelli, dell’altro secolo. Accordi istituzionali prescindono dalle parti politiche e prevedono i territori, le loro vocazioni, le loro esigenze e le competenze dei rappresentanti”.

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