PdZ A4, Montefusco: “Nomine rappresentano epilogo indecoroso”

AVELLINO – “La nomina dei vertici del Piano sociale di zona A4 rappresenta l’epilogo indecoroso di una vicenda che richiama gravissime responsabilità politiche da parte di tutti gli attori coinvolti. Di fatto assistiamo ad un blitz del centro destra che si rende protagonista di una autentica occupazione del Piano, mettendo fuori il Comune capoluogo, al quale viene sottratto il ruolo di capofila”. E’ quanto sostiene il coordinatore cittadino di Sel Roberto Montefusco. …

AVELLINO – “La nomina dei vertici del Piano sociale di zona A4 rappresenta l’epilogo indecoroso di una vicenda che richiama gravissime responsabilità politiche da parte di tutti gli attori coinvolti. Di fatto assistiamo ad un blitz del centro destra che si rende protagonista di una autentica occupazione del Piano, mettendo fuori il Comune capoluogo, al quale viene sottratto il ruolo di capofila”. E’ quanto sostiene il coordinatore cittadino di Sel Roberto Montefusco.
“E’ evidente in tutto ciò la regia politica di un Commissario che con un’ostentata arroganza si è reso esecutore del mandato politico ricevuto da Palazzo Santa Lucia – prosegue Montefusco -. Con le nomine del Presidente Tancredi, del vicepresidente Spagnuolo, del Coordinatore D’Elia il cerchio degli equilibri di potere da garantire è chiuso. Poco importa se mancano qualsiasi idea e programmazione dei servizi e delle politiche da mettere in campo. Mentre l’assistenza, il contrasto alle povertà, politiche sociali attive ed inclusive rappresenterebbero in una fase di questo tipo priorità di una politica responsabile. Il Comune di Avellino appare incapace di esercitare una centralità politica, di far vivere il ruolo di capoluogo. In questo senso è ogni giorno più evidente l’inadeguatezza della classe politica che amministra la città. Rientrato nel Piano di Zona con un’ambizione “egemonica”, il Comune capoluogo oggi si trova di fronte all’opzione di doverne uscire. Sullo sfondo resta l’irresponsabilità di amministratori che immaginano il Piano di Zona come “terra di conquista” per praticare clientele e interessi particolari.
Al di là dei ricorsi e del pronunciamento delle autorità giudiziarie sulla regolarità delle nomine effettuate resta questo dato politico incontestabile. C’è una logica che accomuna gestione dell’Asl e nomine al Piano di zona: quello dell’aggressione sistematica della Regione di Caldoro ad ogni spazio di potere. Dopo la sanità, l’assistenza e le politiche sociali. Nella sostanziale assenza di opposizione da parte del Pd. E destarsi dal sonno solo quando propri interessi vengono colpiti può essere tardivo, ed apparire poco credibile”, conclude Montefusco.

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