Patto sviluppo, sindacati chiedono convocazione immediata tavolo

CGIL, CISL e UIL chiedono l’immediata convocazione del tavolo per il Patto dello Sviluppo, atteso dal’8 ottobre 2013, giorno in cui Caldoro assunse precisi impegni con le organizzazioni sindacali, volti a rilanciare l’azione del Tavolo per il Patto. “Da quel giorno l’annuncio di Caldoro – affermano i segretari provinciali di CGIL, CISL, UIL e UGL, Vincenzo Petruzziello, Mario Melchionna e Luigi Simeone e Costantino Vassiliadis – le promesse sono rimaste lettera morta, nonostante le sempre più frequenti visite in Irpinia del presidente della Regione Campania e dell’assessore alle attività produttive, Martusciello, il quale, pur garantendo l’attribuzione delle risorse per le aree industriali in crisi, non ha ancora predisposto alcun provvedimento concreto.
Dall’autunno scorso – osservano i segretari provinciali – numerosi attori, che pur avevano condiviso il patto, realizzando il fronte comune tanto auspicato per rilanciare lo sviluppo dell’Irpinia e frenare l’emorragia di posti di lavoro, si sono resi protagonisti di iniziative, sicuramente apprezzabili, ma autonome e centrifughe, rispetto alla centralità del Patto per lo sviluppo. Noi crediamo che l’omogeneità degli interventi e l’organicità di una strategia non possa prescindere dall’unità di azione. E’ pur vero che a distanza di 6 mesi dall’ultima assunzione di impegno da parte di Caldoro non abbiamo registrato alcun atto concreto rispetto al Patto per lo Sviluppo, che a questo punto va ancora una volta attualizzato e rinnovato, alla luce delle importanti novità relative alla programmazione dei fondi europei 2014. Non vorremmo – giungono i segretari di CGIL, CISL, UIL e UGL – che il patto sia diventato uno strumento residuale, un mero serbatoio di idee ed interventi che adesso, ogni singolo protagonista vuole fare proprio, per attribuirsi paternità e meriti. Il Patto ha funzionalità nella sua complessità, avendo individuato in esso, le linee di intervento complessive e strategiche per il rilancio dell’Irpinia, a partire dalla Banda Larga, dagli interventi infrastrutturali della Lioni-Grottaminarda, della Paolisi Pianodardine, per finire all’Alta Capacità Napoli – Bari, con la stazione logistica in Valle Ufita, senza dimenticare il progetto per le reti idriche”.
Nel ribadire la necessità di convocazione del Tavolo per il Patto, accelerando sul calendario degli interventi previsti ed attribuendo specifici impegni di spesa per i singoli progetti, CGIL, CISL, UIL e UGL evidenziano il proprio timore, “rispetto ad una prassi ormai nota, già vissuta in Irpinia. Quella delle passerelle pre elettorali,dove agli annunci seguono pochi fatti concreti. Cancellare il Patto per lo Sviluppo rappresenta una sconfitta politica e strategica per tutti coloro i quali si sono impegnati ad individuare una soluzione organica per il rilancio dell’Irpinia. Una tale eventuale scelta indebolisce i singoli interventi, indebolisce la posizione dell’Irpinia nei confronti della Regione Campania, quest’ultima non certo benevola e disponibile nei confronti della Provincia di Avellino. Ma cancellare il Patto rappresenta anche una sconfitta per la stessa Regione Campania e per il Presidente Caldoro, che sul Patto ha assunto chiari impegni, riconoscendone la validità e affermando di riconoscere nei protagonisti del Patto gli unici interlocutori validi per la politica di rilancio dell’economia irpina”.

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