Ossigeno ricorda Giovanni Pionati nel centenario della nascita

Intellettuale, storico, politico, giornalista, docente ma soprattutto appassionato testimone della sua città per la quale ha ricoperto il ruolo di sindaco in un momento doloroso e delicato come quello del Sisma del 1980. Questo era Giovanni Pionati, nato ad Avellino nel dicembre 1918 e scomparso nell’agosto del 2008.

 

Sabato 12 gennaio, alle ore 17:30, presso il Carcere borbonico di Avellino, l’associazione Ossigeno, presieduta da Luca Cipriano, ricorda il professor Giovanni Pionati nel centenario della nascita aprendo una riflessione sulla Avellino di ieri, oggi e domani.

 

Partendo da una delle sue più celebri e amate pubblicazioni, «Avellino, memorie e immagini», si ripercorrerà per immagini, tavole e cartoline, la storia del capoluogo irpino attraverso le testimonianze di Biagio Antonelli, Francesco Barra, Gennaro Bellizzi, Gianni Festa, Tonino Forgione, Carmine Malzoni, Andrea Massaro, Giuliano Minichiello e Tonino Spina.

 

Grazie al volume «Avellino, memorie e immagini», scritto a quattro mani da Giovanni Pionati e Tonino Forgione, l’associazione Ossigeno vuole costruire un ponte ideale tra generazioni che si concretizzerà con la consegna di 100 copie digitali della prestigiosa pubblicazione del 1988. Una sorta di passaggio di testimone in difesa di una memoria collettiva che deve essere alimentata da esempi luminosi.

 

«Ricordare il professore Pionati, il suo senso civico, le sue battaglie per la città, il suo ruolo di educatore e amministratore della cosa pubblica ci consente di riaccendere le luci su un passato neanche troppo lontano, scandito dalle foto-cartoline di una prestigiosa pubblicazione del 1988 dal titolo “Avellino, memoria e immagini” – spiega Luca Cipriano – L’obiettivo è quello di ravvivare un dibattito sulla città di ieri, sulla condizione attuale in cui versa oggi il capoluogo irpino e rilanciare lo sguardo verso un futuro diverso per i nostri giovani che quella città non l’hanno mai potuta vedere».

 

«Una comunità senza passato e senza radici è una comunità destinata al declino. In un momento di grandi cambiamenti e di drammatiche incertezze, vale la pena ricordare figure, come quella di mio padre, che hanno lasciato un segno, anzitutto come educatori, nella nostra vita civile. A un secolo dalla sua nascita, un’occasione anche per riflettere e ritrovare il senso di una comunità che vuole crescere partendo da ciò che di buono ha saputo costruire e difendere nel tempo – afferma il senatore Francesco Pionati – Armida Tino ha ricordato, pochi giorni fa, la battaglia vinta dall’amministrazione Pionati subito dopo il terremoto del 23 novembre ’80 per conservare il centro storico di Avellino. Un esempio, io credo, di cosa significhi salvaguardare il bene comune e le radici di una comunità».

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