Lucido: “In Alta Irpinia serve un presidio ospedaliero”

“Il Moscati risulta insufficiente e distante per i bisogni di tutta la provincia-Diversi pazienti vengono trasferiti al Criscuoli. Distanze,meteo e orografia impongono la necessità di un Presidio Ospedaliero in Alta Irpinia”. Lo scrive in una lettera aperta l’esponete politico di Sant’Angelo dei Lombardi, Tony Lucido. Ecco il seguito della missiva:
“In primo luogo va dato atto al Presidente della Provincia il merito dell’iniziativa, in un momento dove in tanti sfuggono al confronto serio su queste drammatiche problematiche.Il territorio Altirpino è vasto, difficile, montano per oltre il 70%. E’ inutile ricordare le storiche battaglie promosse nei decenni passati per ottenere l’istituzione di presidi ospedalieri, realizzati in virtù di una legge a favore delle zone disagiate ed il riscatto di una condizione di bisogno della gente dell’Alta Irpinia: l’assistenza come diritto, non più come concessione. Gli Ospedali dell’Alta Irpinia, pur nella difficoltà di carenza di personale e di una non perfetta programmazione territoriale, sono stati in questo trentennio punti di riferimento di civiltà, di dignità, di assistenza e di salvezza. Oggi, che la crisi economica ma soprattutto la voragine della Sanità napoletana mettono in discussione l’impianto organizzativo, l’Alta Irpinia, “quasi” senza colpe, paga il più doloroso prezzo. L’Alta Irpinia fa registrare il costo più basso nella spesa farmaceutica e il costo per p.l. tra i più bassi della Campania. Per altri luoghi, si sono concesse deroghe o si sono inventate architetture organizzative e strutturali per giustificare la presenza, a volte inutile, di assurdi ospedali. In cambio della negazione di un diritto ci parlano di un “tourbillon” di elicotteri, di moderne ambulanze che dovrebbero, in una sorta di “guerre stellari”, sconfiggere il male, contrastare la morte e portare in salvo la gente, dimenticando però l’orografia del territorio, le condizioni meteo, la tipologia dei nostri paesi, la vastità del territorio, nonché la popolazione di 60.000 ab. L’Ospedale di Sant’Angelo dei L., al centro del territorio altirpino, facilmente accessibile, con qualificate professionalità, con attrezzature diagnostiche e terapeutiche all’avanguardia, con la Chirurgia, la Medicina, il Pronto Soccorso, la Dialisi, il Laboratorio di Analisi e di Radiologia, è strutturalmente organizzato per dare una prima risposta ai bisogni ed all’urgenze della popolazione di oltre 60.000 ab. Dicono,i programmatori, ” l’Ospedale Criscuoli di Sant’Angelo ha vocazione riabilitativa!!! FALSO!!! L’Ospedale di Sant’Angelo con le sue qualificate professionalità, le attrezzature all’avanguardia e con i Reparti in precedenza citati, è la prima risposta all’emergenza per le popolazioni di questo territorio; successivamente il Polo Don Gnocchi, propone una qualificata ed eccellente Riabilitazione! Dai recenti Report sull’attività ospedaliera, riferita a tutto il territorio provinciale dell’A.S.L., l’U.O. di Chirurgia dell’Ospedale “Criscuoli” riporta tra tutte le UU.OO. di Chirurgia della Provincia, i migliori piazzamenti; sia per quantità di numeri di pazienti trattati, sia per case mix, sia per meno ricoveri impropri che per la degenza media più bassa. In sostanza, pur con carenza di personale, risulta quella maggiormente utilizzata dagli utenti ed in linea con gli indicatori di utilizzo, di efficienza, di efficacia ed economicità! Non è meno rilevante il dato dell’A.S.L che riconosce al presidio SAUT – 118, sede di Sant’Angelo dei Lombardi, la percentuale più alta della provincia tra i SAUT e STIE di interventi di emergenza e di urgenza; tali dati, di interventi ed epidemiologici, confermano la necessità di un Pronto Soccorso in loco e di un I livello ospedaliero di assistenza. A nostro parere si ritiene necessario, anziché sopprimere, arricchire le prestazioni offerte dall’Ospedale “Criscuoli” di Sant’Angelo, con protocolli condivisi, con la rete interospedaliera, il territorio, le strutture di eccellenza, affinché il piano ospedaliero punti decisamente e veramente all’autonomia provinciale assistenziale, con una programmazione che preveda la permanenza, in territori periferici, disagiati, distanti, di un Ospedale, il Criscuoli, che, con le UU.OO. Medicina, Chirurgia, Dialisi e Pronto Soccorso, dia risposte immediate ed urgenti alle necessità e sia anche come filtro alla struttura provinciale A.O. Moscati di Avellino, sempre più attrezzata e quindi in grado di dare risposte di eccellenza.In questi giorni sono tanti i pazienti dirottati al P.O. Criscuoli per carenza di posti letto dal Moscati. E’ necessaria quindi una ridistribuzione di posti letto a livello provinciale per garantire tutto quanto da più parti invocato. Pertanto, non solo denuncia, la proposta, è la seguente:
Utilizzare la disponibilità del 10 % dei p.l., prevista dal piano Zuccatelli, anche presso l’Ospedale “Criscuoli” e quindi raggiungere così 30 posti;
Confermare le U.O.Medicina e Chirurgia Generale per 15 p.l. c.u.;
Confermare la Dialisi per numero di reni attivati;
Confermare la Riabilitazione del Don Gnocchi con 111 p.l.. Considerata la qualità e l’eccellenza delle prestazioni rese, dare rilevanza regionale al Polo Don Gnocchi e scorporare i posti letto dello stesso, almeno quelli del codice 75, dal computo provinciale, utilizzare questi, per le strutture altirpine;
Confermare il Servizio di Emergenza di I livello – P.S.;
Creazione dell’Osservazione Breve Intensiva OBI;
Creazione di una rete Hub – Spoke con la A.O. Moscati di Avellino per interventi di II/III livello:
Creazione di una rete provider tra Ospedale e Distretto per il Governo della domanda sanitaria. Queste proposte in sostanza offrirebbero risposte assistenziali di I livello nonché di emergenza alle popolazioni dell’Alta Irpinia, a costi bassissimi, evitando così anche di intasare il P.S. dell’A.O. Moscati di Avellino.
Un piano ospedaliero che, rendendo finalmente giustizia alle parsimoniose e laboriose popolazioni delle zone interne, renda meno matrigna e più vicina alla gente dell’Alta Irpinia la Regione Campania, favorendo così anche l’integrazione fra territori diversi, amministrati non ragioneristicamente e non in base al solo numero di abitanti, tanto prima che, facciano crescere, se non esplodere, condizioni e bisogni di ambiti regionali nuovi e diversi. La questione sanitaria, a mio avviso, è un’opportunità anche per le forze politiche e per la classe dirigente per riprendere l’iniziativa e misurarsi. Infatti, è su questi problemi che ci si misura e si può recuperare la legittimazione alla rappresentanza, indicando percorsi, obiettivi e strategie. È tutto questo che ci aspettiamo possa venir fuori dall’incontro a Palazzo Caracciolo”.

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