Infermieri sventano aggressione al Landolfi, Petrosino: “Occorrono maggiori controlli”

L’aggressione sventata da alcuni infermieri del SPDC c/o il P.O. di Solofra pone in luce, in prima battuta, il delicato problema che riguarda la sicurezza degli operatori sanitari all’interno delle strutture sanitarie”. Esordisce così il segretario provinciale aggiunto della FIALS (Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità) Raffaele Petrosino che aggiunge: “E’ stato solo per la prontezza e la professionalità dei due infermieri in servizio presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura del nosocomio solofrano che non si è sfiorata la tragedia e certamente sarebbe potuta andare diversamente se il soggetto che si è presentato in ospedale, in possesso di una pericolosa arma da taglio, non si fosse trovato di fronte a personale preparato ed esperto.

E’ un dato di fatto – continua Petrosino – che gli operatori sanitari, soprattutto quelli in servizio c/o i P.S. e i servizi di salute mentale, si trovino, non di rado, a gestire situazioni molto complesse che possono degenerare in manifestazioni violente e pericolose. Di fronte a simili problematiche, quindi, sarebbe opportuno che all’interno delle strutture sanitarie si alzasse il livello di guardia, rafforzando non solo i controlli rispetto agli accessi, ma svolgendo anche una serie e corretta opera di prevenzione, informando e formando il personale rispetto ad eventuali fenomeni di violenza.

Proprio la formazione può rivestire un ruolo importante e, sul punto, il personale dei servizi di salute mentale – già istituzionalmente vocato a fronteggiare situazioni critiche – potrebbe certamente veicolare verso gli altri colleghi esperienze e conoscenze che risulterebbero sicuramente utili per gestire evenienze come quella che di recente si è presentata c/o il P.O. di Solofra. Questa O.S., quindi, ritiene di sollecitare l’ASL di Avellino ad avviare, magari proprio delegando il Dipartimento di Salute Mentale, percorsi formativi e ad adottare, ove non già presenti, protocolli operativi ad hoc che, anche sulla scorta della raccomandazione n.8/2007 del Ministero della Salute, siano in grado di eliminare o ridurre le condizioni di rischio presenti e accrescere l’acquisizione di competenze da parte degli operatori nel valutare e gestire eventi critici allorquando gli stessi si presentano”.

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