Hospice Solofra, lettera di ringraziamento da Altavilla Irpina

Un’altra lettera per ringraziare tutto il personale del Pain Control Center Hospice di Solofra, formato da operatori capaci di trasmettere e donare umanità e calore a pazienti e familiari, tutti dotati di altissima professionalità e in grado di assicurare la migliore assistenza medica e sanitaria, ma anche supporto psicologico e spirituale. L’ennesima lettera, dai toni commoventi e toccanti, proviene da Altavilla Irpina, a firma di Ida Villani, che ha assistito l’amato papà Giuseppe durante il suo ricovero presso il centro per le cure palliative e la terapia del dolore dell’Asl Avellino. La signora Villani, anche a nome della famiglia, ha voluto indirizzare all’Associazione House Hospital onlus, alla Cooperativa Nursing Service onlus e all’Asl Avellino una missiva per ringraziare tutti gli operatori per l’assistenza e l’affetto ricevuti dal familiare nel corso della sua permanenza presso la struttura di Solofra, dichiarando anche la propria disponibilità a fornire un aiuto concreto in favore dei pazienti dell’Hospice.
Questo il testo integrale della lettera indirizzata al personale del Pain Control Center Hospice di Solofra: “Mille parole, ricercate nei migliori vocabolari, non basterebbero ad esprimere la gratitudine che noi, famiglia Villani-Bruno, nutriamo nei confronti di tutto il personale del Pain Control Center Hospice di Solofra. Siete stati per noi figli, fratelli, amici e consolatori di anime, spesso in balia della tempesta. Grazie al vostro sorriso, abbraccio e sostegno. Siamo riusciti a sopportare ciò che è “insopportabile”, ad accettarlo e a conviverci. Mai scelta fu più giusta! Il ricovero all’Hospice è stato per il mio papà un’opportunità di vita migliore e, per noi, un sollievo inimmaginabile, dopo mesi di angosce, ansie, insonnie e impotenza. Il legame affettivo che abbiamo intrecciato con voi è reale, sano, solido; siete ragazzi meravigliosi, dotati di un’alta professionalità, una grande umanità e una spiccata propensione verso il prossimo. Con voi abbiamo trovato pace e serenità e avete meritato tutta la nostra stima e la nostra lode. L’esperienza clinica ed umana vissuta durante il ricovero di papà, il costante contatto con alcune realtà, a me prima sconosciute, mi hanno spinta a meditare e a prendere coscienza sulle condizioni umane e sui bisogni di alcuni pazienti terminali. Qui all’Hospice avete fornito sempre interventi terapeutici e assistenziali mirati alla cura globale del paziente; vi siete occupati del supporto psicologico alle famiglie, ma anche di quello spirituale e sociale; avete assolto con amore e dedizione, con umanità e professionalità, tutti i vostri compiti, compresi quelli non dovuti, allo scopo di migliorare le condizioni di vita dei vostri assistiti. Osservandovi, mi sono chiesta in che modo, io, in qualità di figlia, di figura sanitaria e di cittadina, potessi contribuire a dare un sostegno tangibile e immediato agli ospiti più deboli dell’Hospice, mi sono chiesta in che modo avrei potuto alleviare quei piccoli disagi quotidiani ai quali andavano incontro. E così, con l’aiuto della mia famiglia e di alcune carissime amiche, ho pensato che fosse un dovere morale e civile fornire quei piccoli ma necessari oggetti di uso quotidiano, mirati alla cura e al benessere psico-fisico del paziente, affinché anch’esso potesse conservare il valore della dignità umana fino alla fine dei suoi giorni terreni. Mio padre ha dedicato passione ed energie alla difesa dei più deboli e, ora che non c’è più, raccolgo con infinita gioia il suo nobile esempio, sperando che possa continuare nel tempo, ma, soprattutto, che possa essere per me un’occasione di crescita civica e personale, un’opportunità di arricchimento umano e spirituale. Concludo questa mia lettera dedicando ancora parole di ringraziamento a tutto il Personale operante all’Hospice, nessuno escluso, perché ognuno di essi, agendo nel proprio campo professionale, ha dato un valido contributo, umano e assistenziale, al sostegno della mia famiglia. Con immenso affetto e gratitudine. Ida Villani”

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