Giornate della solidarietà, premiati gli studenti italiani

LA KERMESSE – La quattordicesima edizione delle ‘Giornate della solidarietà’ organizzata dalla Fondazione Rachelina Ambrosini di Venticano, è stata la più emozionante di sempre. Iniziata con la lettera di lodi e di incoraggiamento di papa Francesco si è poi conclusa con la benedizione solenne dell’arcivescovo di Benevento, Andrea Mugione. Durante la manifestazione che si è svolta come da tradizione presso l’Hotel Europa l’avvocato Tommaso Maria Ferri, presidente della fondazione, ha ricor…

LA KERMESSE – La quattordicesima edizione delle ‘Giornate della solidarietà’ organizzata dalla Fondazione Rachelina Ambrosini di Venticano, è stata la più emozionante di sempre. Iniziata con la lettera di lodi e di incoraggiamento di papa Francesco si è poi conclusa con la benedizione solenne dell’arcivescovo di Benevento, Andrea Mugione. Durante la manifestazione che si è svolta come da tradizione presso l’Hotel Europa l’avvocato Tommaso Maria Ferri, presidente della fondazione, ha ricordato la figura esemplare di monsignore Luigi Mazzucato, missionario padovano e padre spirituale del Cuam, i medici per l’Africa, morto qualche giorno fa e da sempre vicino alle iniziative promosse dalla Fondazione Ambrosini. Il tema di quest’anno è senza dubbio un tema delicato e di stretta attualità, vissuto praticamente e quotidianamente dagli studenti italiani: l’integrazione. E proprio nelle scuole di ogni ordine e grado da tempo arrivano chiari e inequivocabili segnali di una perfetta integrazione tra ragazzi: cosa che purtroppo non accade nella realtà degli adulti. Lo hanno ribadito docenti e alunni premiati nel corso della toccante kermesse che è la riprova dell’impegno costante di insegnanti e alunni a favorire un inserimento civile e indolore di chi viene dall’Est europeo, dall’Asia, dal Maghreb e dalla Cina. Sono infatti in aumento le classi multietniche, segno tangibile dei tempi che cambiano e di una società multirazziale appunto. I ragazzi, meglio degli adulti, accettano la presenza straniera e convivono in maniera pacifica con chi ha una fede, una cultura e un vissuto diversi dal nostro. Questo è stato il comune denominatore della manifestazione che ha come protagonisti i ragazzi italiani. Il bene che non fa notizia e non fa rumore al contrario diventa il motore propulsore di un kermesse che si sta affermando sempre più a livello nazionale. Molto belle le testimonianze raccontate che hanno commosso l’arcivescovo Mugione e il vice prefetto Elvira Nuzzolo, impegnata sul fronte dell’immigrazione e dell’accoglienza, che ha a sua volta elogiato lo spirito propositivo che anima la Fondazione e la annuale kermesse che unisce Nord e Sud. Accoglienza e integrazione sono due facce di un’unica medaglia, quella della convivenza nel rispetto delle regole e del buon senso. I più giovani lo sanno bene, e ancora una volta hanno dato una lezione pratica e spiccia di maturità anche ai docenti e ai genitori che li hanno accompagnati. Ecco l’elenco delle scuole premiate dalla Fondazione Ambrosini: Licei Amaldi di Novi Ligure, Liceo Classico ‘Enrico Fermi’ di Canosa, Liceo Classico ‘Pascucci’ di Dentecane, Liceo Alfano di Salerno, istituti comprensivi di Baiano, Rotondi, Montemiletto, Montefalcione, Mirabella Eclano, Mercato san Severino, Roma-Tor de Vecchi, Mondragone, Imola, Torre le Nocelle, Dentecane, Montefusco e scuola elementare ‘Matteo Mari’ di Salerno. Al termine della consegna dei premi e delle pergamene a tutti gli studenti che si sono distinti con gli elaborati presentati per il concorso scolastico l’arcivescovo di Benevento,Mugione, ha ribadito la straordinarietà di questa iniziativa in vista del giubileo della misericordia e della imminente beatificazione di Rachelina Ambrosini. Non a caso l’evento è stato dedicato a una giovanissima studentessa di Montefalcione, vincitrice del concorso ma assente perché colpita da un brutto male e ricoverata all’ospedale Meyer di Firenze dove nei prossimi giorni sarà sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Chissà che Rachelina non faccia il miracolo, quello decisivo per la canonizzazione della giovane irpina morta in concetto di santità. E’ stato in fondo il pensiero che ha unito tutti appena un’insegnante, al momento della premiazione, ha dato la notizia.

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