Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, la nota del PdCi

Il 25 Novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, data stabilita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ormai centinaia di iniziative in tutta Italia vengono organizzate in occasione del 25 novembre per dire no alla violenza di genere in tutte le sue forme.
“Noi donne comuniste non ci arrendiamo – afferma Maria Marzano, dipartimento donne PdCi Federazione Irpina – continuiamo a lottare per la dignità delle donne e degli uomini, contro ogni sopruso, ogni violenza in ogni parte del mondo non solo il 25 novembre ma ieri, oggi, domani, sempre.
Tutte le violenze sono forme di barbarie umane, soprattutto se perpetrata nei confronti della donna, spesso lasciata indifesa. Quando parliamo di violenza sulle donne non riguarda solo la violazione del corpo. Ma si viola la dignità, si calpesta la persona. E’ il sopruso e il predominio del più forte nei confronti del più debole, che non si manifesta solo in questo campo. Le violenze contro le donne non hanno passaporto: i violenti non hanno nazionalità.
La maggior parte delle violenze le donne le subiscono in casa, le statistiche parlano chiaro: nel 53% dei casi l’aggressore di una donna è il proprio marito o partner, seguono le donne che dichiarano di subire violenza dal proprio convivente (9%), mentre sono soltanto il 2% le donne che dichiarano di aver subito violenza o maltrattamenti da parte di uno sconosciuto. Ciò significa che non ci sono uomini italiani buoni e uomini stranieri cattivi, non ci sono uomini bianchi buoni e uomini di colore cattivi. Al più ci sono uomini che, per fortuna, non lo farebbero mai, ma ci sono anche uomini disposti a comprendere le ragioni di chi lo fa. Reagiamo contro tutte le violenze degli uomini sulle donne, sia in casa che in strada, sia fisiche che psicologiche. Uniamoci per esprimere e far sentire tutta la nostra rabbia contro chi strumentalizza le violenze per incutere paura.
Diciamo No a una società che assume la cultura della violenza come parte intrinseca della vita e ritiene violabili la libertà e i diritti delle donne, delle lesbiche, delle migranti! È l’essere umano che deve interrogarsi sull’anomalia maschilista della società. È il sistema maschilista che va rivisto ed educato al rispetto della diversità, a partire da quella sessuale. Cammino difficile ma non impossibile. Le donne non si arrendono.

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