Filctem Cgil, domani il congresso provinciale

Domani, martedì 25 febbraio 2014 presso l’ex convento Santa Chiara a Solofra, si terrà il secondo congresso provinciale della Filctem Cgil di Avellino. “Il congresso – afferma il segretario Fiordellisi – affronterà vari temi scottanti per il territorio Irpino che si sommano alla crisi: è necessaria una efficace azione di governo, che è mancata in questi anni a tutti i livelli, della transizione per gestire le contraddizioni economiche e sociali che sono maturate nella crisi, con l’avanzare di di…

Domani, martedì 25 febbraio 2014 presso l’ex convento Santa Chiara a Solofra, si terrà il secondo congresso provinciale della Filctem Cgil di Avellino. “Il congresso – afferma il segretario Fiordellisi – affronterà vari temi scottanti per il territorio Irpino che si sommano alla crisi: è necessaria una efficace azione di governo, che è mancata in questi anni a tutti i livelli, della transizione per gestire le contraddizioni economiche e sociali che sono maturate nella crisi, con l’avanzare di disoccupazione e povertà.
C’è bisogno del contributo del sindacato dell’energia, della moda, della chimica e della manifattura, perché rappresentiamo un osservatorio privilegiato sulla competitività delle nostre merci, sul modello energetico, sulla strategicità delle nostre produzioni intermedie e la tenuta di intere filiere industriali nel nostro paese. E’ necessario “smontare” il concetto monetario dell’austerità e del pareggio di bilancio per perseguire grandi investimenti per l’efficienza energetica, che dovrà essere maggiormente sostenuta, anche con maggiori incentivazioni (attualmente solo 800 milioni l’anno contro 11miliardi per le rinnovabili), poiché resta il terreno privilegiato per abbassare le emissioni e i consumi energetici ed è anche lo strumento per attivare una domanda di investimenti indirizzata alla crescita e alla occupazione di cui possano beneficiare principalmente le imprese manifatturiere. Peraltro un forte efficentamento delle reti elettriche “attraverso la trasformazioni in reti intelligenti, smart grids” consentirà il pieno utilizzo delle produzioni da rinnovabili ed in questo senso vanno orientati gli investimenti anche per le ricadute occupazionali che determinano sui territori, e per la ridotta invasività. Stesso discorso vale per una gestione efficiente ed efficace del ciclo idrico integrato dell’acqua fra le cose che nel nostro Paese non funzionano come dovrebbero!
Richiamiamo l’urgente necessità, anche per l’irpinia, di dotarsi di una moderna gestione dell’acqua, pensiamo che, sul versante dell’offerta e su quello della domanda, è necessario ed opportuno intervenire non solo sui costi per i consumatori ma anche per dare un’opportunità di sviluppo. Se ingegnerizziamo il processo nei suoi elementi essenziali non possiamo che convergere sul fatto che ci troviamo, per necessità, ad operare in un grande processo chimico e biologico che parte con la ricerca della risorsa idrica, la relativa captazione e potabilizzazione, la raccolta ed il trasporto verso i punti di utilizzo – che devono essere fortemente regolati vista l’essenzialità e la scarsità tendenziale del bene – ed infine, la restituzione dell’acqua ai corpi idrici -con caratteristiche analoghe a quelle prelevate all’inizio del processo-in modo da preservare la risorsa.
Di questo necessita l’Irpinia, che è il grande bacino idrico del mezzogiorno, ma non ha la giusta valorizzazione e tutela basta, esempi l’ inquinamento a Solofra-Montoro dei pozzi potabili e non; le criticità dei corpi fluviali, dovute a sversamenti illegali ma anche alla mancanza di depuratori civili e difficoltà di quelli industriali dell’ASI-CGS. La prossima programmazione regionale dovrà farsi carico, per l’irpinia, di rimetterlo in sesto. Questo non vuol dire, affatto privatizzare, come ci sembra sia intenzione con la nuova proposta di legge regionale Caldoro_Romano, ma bensì proseguire con il modello delle multyutility pubbliche a dimensione territoriale ampia, e non piccole aziende campanile o in alternativa, se il pubblico lo volesse creare le aziende speciali per l’acqua.
Le azioni sulle reti sono utili per uscire dalla crisi e accelerare nella direzione di un rinnovamento strategico che guardi al manifatturiero classico – riorganizzasi è utile a rafforzare il posizionamento del nostro apparato produttivo, tema chiave dovrà infatti essere il lavoro, inteso in una nuova declinazione di competenze, responsabilità e organizzazione, coerente ad una scenario in cui si assiste: ad una intensificazione dei contenuti tecnologici del prodotto che ne estendono anche le aree di utilizzo e che si associa ad un ampliamento dei contenuti immateriali (simboli e creativi) tipici del Made in Italy; ponendo un’attenzione verso il tema della sostenibilità sociale ed ambientale, che coinvolgendo sempre di più il consumatore nelle sue scelte di acquisto, è un’opportunità da cogliere come sistema irpino e italiano. In questa prospettiva, in cui il lavoro torna ad essere fattore centrale di un processo di rinnovamento dell’assetto produttivo”, conclude Fiordellisi.

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