Consorzio Alta Irpinia, Gallicchio ai sindaci: “Servè unità”

Pasquale Gallicchio, componente dell’esecutivo provinciale del Partito democratico e consigliere comunale a Bisaccia rinnova l’appello ai sindaci, alle forze politiche a fare presto per quanto concerne la questione del Consorzio Servizi Sociali “Alta Irpinia”. «Non mi stancherò mai di ripeterlo. Abbiamo l’obbligo morale e politico di dare risposte sia alle tante persone che aspettano certezze sui servizi, sia ai dipendenti del consorzio altirpino e sia, anche, alle cooperative ormai al tracollo.
Voglio ricordare ai sindaci impegnati nell’assemblea che rispetto alle scelte che faranno si determinerà il destino dei lavoratori, ben 13 a tempo indeterminato e 22 a tempo determinato. Dopo tante battaglie sul fronte del cambiamento di gestione dell’ente, è giunto il momento della responsabilità per tutti. Non ha più senso lo scontro sui numeri. Si dia, invece, prova di serietà e lungimiranza. Accertata la necessità di ragionare su 25 comuni in seno all’assemblea si apra un serrato confronto sulla soluzione e non certo sui pregiudizi politici». Rispetto alle posizioni manifestate nei giorni scorsi ed in particolare quella del precedente presidente Donato Cataldo, l’esponente del Partito democratico è chiaro.
«Resto in attesa – afferma Gallicchio – che da parte del centrodestra come del centrosinistra si provi a sedere al tavolo senza riserve. Se Cataldo, come altri, hanno affermato che stanno lavorando sulle eventuali proposte per il futuro si discutano. Però, nello stesso tempo basta minacciare illegittimità e ricorsi sugli atti prodotti da parte dell’attuale gestione. Non è utile la tattica della spada di Damocle, anche perché certi comportamenti minacciano l’esistenza delle famiglie che lavorano in maniera diretta ed indiretta con il consorzio. Rispetto a ciò, credo si registri già una prima conseguenza. Infatti, per i dipendenti c’è il blocco degli stipendi. Possibile che non si paghi il dovuto tanto a loro quanto alle cooperative perché il centrodestra ha lanciato l’ultimatum a Farese di non procedere a pagamenti e programmazione delle risorse a disposizione? Se questo clima dovesse prendere piede saranno in molti ad invocare il commissariamento perché si annuncia una lotta senza esclusione di colpi. Inoltre, sollecito Farese a sollevare la questione nel contesto dell’assemblea e chiedere su questo un confronto con il centrodestra.
Questo è un primo banco di prova se così non fosse, si aprirebbe un baratro tanto per i sindaci che per la politica. Quindi, il primo segnale di allentamento della tensione potrebbe concretizzarsi nel raggiungere una intesa sul pagamento degli stipendi e delle cooperative. Una comune assunzione di responsabilità. Se invece l’assemblea dovesse ridursi a pestare semplicemente l’acqua nel mortaio o peggio ancora dovesse andare deserta, sono certo che saranno i dipendenti e i sindacati a marciare in maniera pesante sul piede di guerra».

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