Cinquanta Profili: inaugurata mostra della Magistro

Cinquanta Profili: inaugurata mostra della Magistro

Cinquanta profil. Questo il titolo della mostra inaugurata domenica sera nel centro storico di Avellino e con protagonista l’artista messinese ma irpina d’azione Anna Magistro. Una mostra costituita da 50 cartoline d’artista e aperta al pubblico in un giorno del tutto speciale quello del suo cinquantesimo compleanno. Presenti all’inaugurazione amici e conoscenti della scultrice siciliana ma soprattutto numerosi artisti di rinomata fama come Enzo Angiuoni, Edoardo Iaccheo, Antonio Di Rosa, Gennaro Vallifuoco e Paolo Iacomino ma altrettanto gradito è stato anche il saluto dell’assessore alla cultura Gennaro Romei che ha aperto ufficialmente la mostra congratulandosi con l’artista. Con questo parole si è espresso il critico Leo Strozzieri sull’evento e sull’artista : “Conobbi Anna Magistro, pittrice, scultrice e ceramista di chiara fama lo scorso anno al simposio internazionale dell’arte di Rodi Garganico. Ne fui subito preso per la su eccezionale perizia tecnica di lavorare la pietra con una facilità a dir poco sorprendente. In un periodo in cui la scultura intesa,secondo l’accezione rinascimentale, come arte del togliere è quasi del tutto desueta, sostituita com’è dalla prassi dell’assemblaggio di materiali preesistenti, figure come quella di Magistro vanno additate ad esempio soprattutto per le nuove generazioni”. Anna Magistro nasce a Messina nel 1960, consegue il diploma accademico di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e si trasferisce negli anni 80 a Napoli dove collabora alla realizzazione di sculture di scena presso il laboratorio “skené 6″. Aderisce a numerose rassegne e mostre in tutta Italia dedicandosi prima alla pittura e poi alla scultura in pietra utilizzando preferibilmente quella leccese. Dal ’94 vive Avellino e pochi anni anno inaugura il laboratorio calcografico ‘’Artesegno’’ sede della mostra. “Anna Magistro – ha continuato Strozzieri – è pittrice e scultrice con una sua sacrale concezione dell’arte. Una sacralità riconoscile vuoi nell’impegno di attualità fabbrile tanto più apprezzabile essendo lei una donna, vuoi nel costante rispetto dei valori estetici e formali largamente visibili nel suo iconismo di stampo classico e mediterraneo. Ecco, i due elementi portanti in chiave culturale sono proprio la sua formazione/informazione classica dovuta alla sua origine siciliana per la quale ha potuto respirare le trame storiche della Magna Grecia, e il suo aver respirato l’aurea preziosità della luce del mare nostrum. Questo contesto storico geografico sarà fecondo durante tutto l’arco della sua attività e servirà alla posa in atto d’una stupenda regia romantica per la quale sia l’artista che lo spettatore sono indotti ad una funga lontano nel tempo, a quell’era mitologica nella quale veniva colto il senso fascinoso del reale, più che l’aspetto scientifico di esso. La mitologia è parte integrante della cultura greca e Magistro ne è affascinata poiché le serve per superare romanticamente le angosce del presente. Lei riesce ad esternare nelle sue opere vuoi la robustezza e la stabilitas della scultura ellenica, vuoi la dolce raffinatezza propria del sentire femminile. I suoi medaglioni, i profili dei suoi personaggi sembrano essere usciti dal perimetro magico dei poemi omerici il cui parametro è quello eroico, ma al tempo stesso, quanta leggiadria nelle fattezze nitide di quei volti! Mi sia concesso riscontrare nella sua opera una forte connotazione biografica dell’autrice, persona severa ma divinamente dolce nel suo sguardo quasi spaesato dinanzi ad una civiltà che non assapora più la brezza della poesia. Sono coinvolgenti i suoi lavori, soprattutto quelli eseguiti in pietra leccese, lineari ed eleganti in preda costante al gioco delle luci e delle ombre che ritmano le scanalature sotto forma di duetto suono-pausa. Davvero un’artista che sa esprimere la necessaria verticalità dell’opera, intesa come elevazione agavitazionale e nutrimento dello spirito”. La mostra restera’ aperta fino al 18 ottobre dalle 18.30 alle 21.00 in Via F. Saverio 13. Ingresso libero

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