Chiusura Malzoni, sindacati sottopongono il caso a Caldoro

“Come è ormai noto la provincia Irpina sta vivendo ormai da anni una condizione di forte difficoltà in merito ai servizi da rendere alla cittadinanza erogati sia dalle aziende pubbliche che da quelle private. La mancanza di una programmazione di rilancio della rete distrettuale, dell’emergenza/urgenza, ospedaliera e dei servizi alla persona sta mettendo in ginocchio il sistema salute che non risulta essere rispondente ai bisogni dei cittadini per cui si evidenzia una forte discrasia tra domanda …

“Come è ormai noto la provincia Irpina sta vivendo ormai da anni una condizione di forte difficoltà in merito ai servizi da rendere alla cittadinanza erogati sia dalle aziende pubbliche che da quelle private. La mancanza di una programmazione di rilancio della rete distrettuale, dell’emergenza/urgenza, ospedaliera e dei servizi alla persona sta mettendo in ginocchio il sistema salute che non risulta essere rispondente ai bisogni dei cittadini per cui si evidenzia una forte discrasia tra domanda e risposta. In questo contesto si inserisce in maniera devastante la sospensione delle attività presso la Clinica Malzoni struttura di eccellenza nel Sud Italia per le prestazioni e per la qualità delle stesse e che ha circa 350 dipendenti e un indotto di circa 500 lavoratori”. E’ quanto sostengono attraverso una nota i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
“Con la determina dirigenziale del Comune di Avellino pubblicata ieri si dispone la temporanea sospensione dell’esercizio dell’attività sanitaria con l’adozione di ogni provvedimento di natura strettamente sanitaria necessario alla tutela della salute dei pazienti attualmente ricoverati. Tale sospensione è finalizzata a che la Casa di Cura possa attivare le procedure atte all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni nel rispetto dei requisiti prescritti dalla vigente normativa. Nella stessa ordinanza viene ribadito che la chiusura della struttura sanitaria in questione potrebbe avere gravissimi effetti negativi sulla sopravvivenza dell’azienda e dell’impresa stessa, con riduzione del livello di assistenza sanitaria a favore della popolazione locale e conseguente perdita di posti di lavoro, in un momento di forte crisi occupazionale che sta interessando l’intera economia irpina.
E’ proprio su questo aspetto che vogliamo puntare la nostra attenzione e, per cui abbiamo interessato il Presidente Caldoro ed i Sub Commissari Morlacco e Cinque perché ognuno per la propria parte debba mettere in campo ogni azione utile al fine di scongiurare tale ipotesi. Nel contempo le OO.SS. avendo già chiesto al Prefetto di Avellino un incontro sulla problematica, che si terrà domani in Prefettura, ritengono quanto mai utile sostenere la mozione votata all’unanimità dal Consiglio Comunale di istituire un tavolo permanente presso la Prefettura con i rappresentanti dell’ASL, del Comune, dell’Azienda e con le Organizzazioni Sindacali per la individuazione di soluzioni positive per evitare di mettere a rischio la solidità economica/finanziaria della Casa di Cura ed il futuro lavorativo dei dipendenti ivi compreso quelli dell’indotto, che rischiano di perdere il posto di lavoro.
Si comunica, inoltre, che il prossimo giovedi 27 febbraio dalle ore 13.30 alle 14.30 si terrà l’assemblea dei lavoratori per condividere le future azioni in capo alle parti sindacali che per quanto potranno sono tese alla ricerca di soluzioni al di fuori di ogni coinvolgimento demagogico e strumentale”, conclude la nota.

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