Cgs, Belmonte: “Non ci sono risorse per riammodernare impianti”

Rinviata a giovedì 24 la decisione sul futuro del CGS. Il Presidente Belmonte ha accolto la richiesta avanzata dalle RSU  aziendali che, d’intesa con le organizzazioni sindacali, hanno sollecitato un ulteriore incontro con il socio unico. Nel corso della riunione di questa mattina il Consiglio di Amministrazione ha valutato le diverse possibili soluzioni alla vertenza del CGS: dalla liquidazione della società’, con la conseguente nascita dell’AsiDep, proposta  dall’ASI, al concordato preventivo, suggerito dal Presidente Casarella. Il primo a prendere la parola e’ stato il Presidente dell’Asi, che in merito al piano di rilancio proposto dai vertici del CGS, ha chiarito: “L’Asi non ha le risorse necessarie a riammodernare gli impianti di depurazione e l’operazione richiederebbe comunque tempi lunghi”. Belmonte, in qualità’ di socio unico, ha illustrato, conti alla mano, quella che è, ad oggi, la situazione debitoria del CGS: ” Oltre  ai 5 milioni di debiti pregressi, la società’ registra 100 mila euro di perdite di gestione al mese. L’Asi, che dal canto suo, deve fare i conti con debiti per oltre 3 milioni di euro, dovuti a contenziosi relativi agli espropri, non è’ più’ in grado di sostenere la gestione della società. Il sindacato, che ha sempre ostacolato l’ipotesi della privatizzazione e quindi il ricorso ai capitali privati, necessari per continuare a garantire il servizio di depurazione, invece di fare le barricate, mi deve dire dove posso trovare i 6 milioni di euro che servono per andare avanti. Quella della privatizzazione dell’AsiDep, nella misura del 49%, nella speranza di trovare imprenditori interessati ad investire, seppure in ritardo, è al momento l’unica alternativa di rilancio”. In merito alla ipotesi di un concordato preventivo il Collegio dei Revisori dei Conti ha chiarito che la richiesta potrebbe  non essere accolta dal tribunale, a causa dell’ impossibilità del CGS di assicurare  l’equilibrio economico finanziario della gestione ordinaria.  Il Collegio dei Revisori dei Conti ha sollecitato il CDA ad assumere decisioni conseguenti alle perdite già rilevate, e a quelle in corso, per evitare che si aggravi ulteriormente la  situazione economico patrimoniale della società, tenuto conto che, allo stato, la liquidazione del CGS sembra essere una strada obbligata. Il Consiglio di Amministrazione ha deciso di convocare per giovedì 24 ottobre l’Assemblea dei soci. Nell’attesa si sta valutando la possibilità di accedere ad una ulteriore sovvenzione bancaria per assicurare il pagamento degli stipendi e delle forniture necessarie a non interrompere l’erogazione del servizio pubblico assicurato dal CGS fino ad oggi. Ipotesi questa subordinata al parere  pro veritate già’ richiesto dall’ASI ai legali di fiducia.

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