Centro Aipa, Alaia: “Regione sblocchi questa stasi inaccettabile”

Da Vincenzo Alaia, ex presidente del Consiglio Provinciale di Avellino, riceviamo e pubblichiamo:
“A proposito dell’ormai ‘annoso’ stallo dei lavori del Centro autismo di Avellino, leggo – con piacere – che qualcosa si muove: dopo varie ‘interpellanze’ dell’Aipa e di altri rappresentanti politici locali, sembra che ora, in Regione Campania, si riapra qualche spiraglio. …

Da Vincenzo Alaia, ex presidente del Consiglio Provinciale di Avellino, riceviamo e pubblichiamo:
“A proposito dell’ormai ‘annoso’ stallo dei lavori del Centro autismo di Avellino, leggo – con piacere – che qualcosa si muove: dopo varie ‘interpellanze’ dell’Aipa e di altri rappresentanti politici locali, sembra che ora, in Regione Campania, si riapra qualche spiraglio.
Con questo breve comunicato, vorrei però spostare l’asse del ragionamento su un interrogativo di fondo, senza andare nel merito o nelle pastoie di finanziamenti bloccati, sbloccati, rimessi poi a bilancio: ma è mai possibile che la politica – le Istituzioni, a qualunque livello, non riescano a sgrovigliare questa matassa da oltre un decennio?
Chi è l’interlocutore ultimo? Con chi debbono confrontarsi i familiari dei soggetti autistici? A chi appellarsi, se anche l’accorato invito e la solidarietà del Presidente Napolitano non sono bastati a far smuovere le acque?
E’ possibile che non si riesca a trovare una via d’uscita – pur tra mille difficoltà – ad opera di chi ha diretta competenza in materia? Dal bando regionale (per la costruzione di un centro di assistenza e servizi per bambini e soggetti autistici) finanziato dalla Comunità Europea del 2002, dall’inizio dei lavori del 2007, ad oggi, sono trascorsi ben 12 anni!
Dodici anni di attesa, aspettative e speranze disilluse per tantissime famiglie che sono costrette a spostarsi altrove, per dare ai propri cari assistenza e servizi integrati alla persona .Che non li facciano sentire fuori dal mondo.
Questo centro potrebbe rappresentare un punto di eccellenza per la Campania, sotto molteplici punti di vista: riqualificherebbe una zona della città e, soprattutto, sarebbe un momento di crescita per l’intera comunità irpina.
Possibile che tutto ciò rimanga ‘sospeso’ tra il fare e non fare da dodici anni circa? Costringendo le famiglie a presidiare la zona, per evitare atti di sciacallaggio? Credo che non possiamo più accontentarci di riprendere – di tanto in tanto – il discorso, facendo emergere un problema mai risolto: bisogna tenere alta l’attenzione e il dibattito sempre vivo sul tema, (ri) creando momenti di discussione e sinergie tra Enti locali, mondo dell’associazionismo e mondo sindacale.
Forze già in campo da anni, ognuna per la sua parte. Che bisognerebbe unire, per far sentire la propria voce – più forte – a chi ha il dovere, morale e istituzionale, di intervenire.
La Regione Campania, ora, deve intervenire con tempestività. A sbloccare questa stasi ormai inaccettabile”.

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