Avellino, sabato presidio contro la guerra davanti alla Prefettura

Anche ad Avellino, come in altri cento comuni italiani, sabato 12 marzo su terrà un presidio contro la guerra davanti alla prefettura. L’iniziativa si svolgerà dalle 10 alle 13 e consisterà nella diffusione di un volantino, nella esposizione di cartelli e striscioni e nel megafonaggio. L’iniziativa è promossa da: www.ildialogo.org, Associazione “Dialoghi per il futuro”, CGIL-Avellino, Confraternita di Misericordia Montefalcione e Pietradefusi, Gruppo Fratres Donatori di Sangue Montefalcione, Pi…

Anche ad Avellino, come in altri cento comuni italiani, sabato 12 marzo su terrà un presidio contro la guerra davanti alla prefettura. L’iniziativa si svolgerà dalle 10 alle 13 e consisterà nella diffusione di un volantino, nella esposizione di cartelli e striscioni e nel megafonaggio. L’iniziativa è promossa da: www.ildialogo.org, Associazione “Dialoghi per il futuro”, CGIL-Avellino, Confraternita di Misericordia Montefalcione e Pietradefusi, Gruppo Fratres Donatori di Sangue Montefalcione, Piattaforma Sociale Eurostop, SEL, PRC, PCDI,… le adesioni proseguono.
Nonostante il governo smentisca la partecipazione dell’Italia alla imminente ennesima guerra in Libia, numerosi giornali nazionali, fra cui il quotidiano della Confindustria, hanno rivelato che sono già attualmente in Libia un centinaio di soldati italiani appartenenti ai corpi speciali. E sempre il quotidiano della Confindustria ha rivelato l’esistenza di un decreto del presidente del consiglio Renzi, subito segretato, per la guerra in Libia. E sono stati i giornali statunitensi a rivelare che l’Italia ha concesso le basi aeree siciliane agli USA come punto di partenza per le loro azioni belliche in Libia.
I cittadini italiani si ritrovano dunque in guerra senza neppure saperlo.
In realtà siamo in guerra dall’11 settembre del 2001, da quando iniziò la guerra contro l’Afghanistan a cui sono seguite molte altre iniziative belliche fino alle attuali. Una guerra lunga oramai sedici anni che è costata tantissimo al popolo italiano sia in termini economici (oltre un miliardo di euro all’anno), sia in termini di vite umane. Oltre ai soldati uccisi a Nassirya ed in Afghanistan, sono morti altri 320 soldati a causa dell’uranio impoverito a cui sono stati esposti sui luoghi di guerra dove sono andati, e altri 2500 soldati sono attualmente malati per le stesse ragioni e potrebbero essere le prossime vittime della partecipazione a quella che Papa Francesco ha chiamato “Terza guerra mondiale a pezzi”. Anche in Irpinia ci sono stati soldati morti e e ci sono soldati malati per l’uranio impoverito.
Dobbiamo uscire dalla guerra. La guerra non è un videogioco. Invitiamo tutti i cittadini, le organizzazioni sociali, culturali, artistiche a partecipare al presidio per dare un forte segnale al governo del rifiuto dei popoli del sud ad una politica di guerra che taglia pesantemente i servizi sociali.
In allegato si trasmette copia del volantino che verrà distribuito il 12 marzo.

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