Avellino, bilancio positivo per “Arte da gioco”

EVENTI AVELLINO – Riscontro positivo per la seconda mostra ”Arte da gioco” tenutasi nei giorni scorsi presso la sala Ex Officine del Carcere borbonico dove 15 giovani artisti hanno interpretato attraverso i linguaggi della contemporaneità il tema del gioco d’azzardo come deriva sociale, sperpero di denaro, perdita’ di affetti e rovina economica invitando talvolta anche a un gioco pulito e responsabile e momento di aggregazione e socializzazione. …

EVENTI AVELLINO – Riscontro positivo per la seconda mostra ”Arte da gioco” tenutasi nei giorni scorsi presso la sala Ex Officine del Carcere borbonico dove 15 giovani artisti hanno interpretato attraverso i linguaggi della contemporaneità il tema del gioco d’azzardo come deriva sociale, sperpero di denaro, perdita’ di affetti e rovina economica invitando talvolta anche a un gioco pulito e responsabile e momento di aggregazione e socializzazione.
Un’esposizione che ha accolto numerosi consensi e apprezzamenti e ha visto la presenza di tanti visitatori che hanno gradito soprattutto la creatività e l’impegno con cui gli autori delle opere hanno trattato l’argomento. Tutte molto evocative le immagini presentate al pubblico del Museo Irpino che ha accolto dal 12 al 19 maggio l’iniziativa curata da Generoso Vella nell’ambito della campagna di sensibilizzazione contro il gioco d’azzardo organizzata dal coordinamento della regione Campania di “Mettiamoci in gioco” con il patrocinio della Provincia di Avellino e la collaborazione di enti e associazioni locali.
La mostra nata nel 2013 da un’idea di Francesco Varricchio e Generoso Vella ha accolto in questa seconda edizione opere di artisti veterani come Pellegrino Capobianco, Vincenzo Liguori, Errico Pontis, Renato Pontis, Generoso Vella e Lina Vella a cui si sono aggiunti Gianluca Iki Avella, Michelle De Paola, Anna Utopia Giordano, Filomena Marino, Andrea Matarazzo, Pietro Satiro e Alfonso Trillicoso provenienti dall’Irpinia, dal salernitano e dal napoletano. Giovani artisti ma con un bagaglio ricco di esperienze, competenze e maturità con cui è stato possibile intervenire nella realizzazione di opere singolari e particolarmente suggestive che hanno saputo ben raccontare gli effetti e i rischi dell’azzardo. A rafforzare questo intento aforismi e frasi celebri che hanno integrato la lettura dell’opera meticolosamente collegati al tipo di gioco rievocato da ciascun artista.
Tanto lavoro e tante energie per organizzare quest’evento artistico perfettamente riuscito che accende i riflettori su un problema che col passare del tempo diventa una dipendenza e a sentire l’esigenza di poterlo trattare sono stati giovani artisti che hanno sentito e voluto partecipare per sensibilizzare sull’argomento quasi ad attirare l’attenzione di molti coetanei che non sono esclusi dalla categoria di giocatori d’azzardo.
Queste le battute conclusive di Vella per il buon esito della manifestazione destinata probabilmente e diventare un appuntamento fisso a cadenza biennale: ”Con questa mostra ho testato ancora una volta come l’arte possa diventare uno strumento di dialogo interculturale e di denuncia sociale. Un evento che ha goduto fin da subito il sostegno di ”Mettiamoci in gioco” con cui abbiamo condiviso la voglia di fare rete e lavorare per un fine comune. Secondo me lo spirito di servizio e di attivismo possono formare buoni cittadini e responsabilizzarli di più. Lavorare per il territorio, suggerire idee e proposte, investire e scommettere su se stessi possono essere un modo per svegliare una città che ha fame di benessere, di servizi, di cultura e di solidarietà. E ancora una volta sono felice di operare con l’arte adoperandola come mezzo di riflessione e di indagine del nostro presente . Doverosi i ringraziamenti agli artisti per la loro partecipazione, alla Provincia per il patrocinio e la concessione degli spazi, al Coordinamento della Regione Campania ”Mettiamoci in gioco” e in particolare a Maria Calabrese e Laura De Falco, alle decine di associazioni che hanno appoggiato l’iniziativa, ai tecnici del carcere borbonico per la fattiva collaborazione e infine ad Anna Utopia Giordano per il contributo grafico a favore dell’evento.

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