E’ arrivato il nuovo Vescovo di Avellino, tra benedizioni e maledizioni

Una città blindata e bloccata. Impossibile spostarsi ai auto, difficile camminare anche a piedi, severi controlli da parte delle forze dell’ordine, poliziotti dappertutto, vigili urbani e carabinieri, agenti in borghese, Questore in prima linea.

E’ arrivato il nuovo vescovo che si è presentato dal balcone del Palazzo vescovile pronunciando il suo nome: Arturo Aiello, aggiungendo: cittadino di Avellino.Probabilmente dopo la descrizione della città fatta dal sindaco Foti, ha voluto subito accaparrarsi un posto di cittadino del capoluogo.

Un applauso da parte dei circa 400 fedeli (compresi i tantissimi volontari delle varie associazioni) che erano lì ad attenderlo, nessuna ovazione. L’accoglienza della cittadinanza è stata timida. Entusiasmo zero, in particolare da parte degli automobilisti e pure dei pedoni, dei cittadini che abitano nel centro storico, ai quali è stato inibito di transitare a piedi nelle strade interessate dal percorso compiuto dal Vescovo per raggiungere il Duomo.

Soprattutto traffico in tilt, pochi percorsi alternativi, bloccati in auto e basta. Anche le persone disabili perchè l’ordinanza della Polizia Municipale prevedeva l’assoluto divieto di circolazione, ad eccezione per i possessori rilasciati dalla Curia Vescovile. Nessuna agevolazione per i disabili, che pure avrebbero qualche diritto, ma può starci che si blocchi tutti quelli che non sono passati presso gli uffici della Curia. Che avrebbe dovuto, di concerto con il Comando di Polizia Municipale, organizzare e predisporre un servizio navetta per consentire alle persone con difficoltà motorie di raggiungere Piazza Duomo.

Ma quanta gente c’era per questo evento che ha visto impegnate circa 300 persone delle varie forze dell’ordine? Più che le parole, sono le immagini a dare un quadro della situazione. In Piazza Libertà, per il saluto che il sindaco ha dato al nuovo Vescovo che s’è affacciato dal balcone del Palazzo Vescovile, al massimo si contavano 400 persone, a volere essere larghi.

Lungo il percorso da Piazza Libertà, Via Nappi e andare verso Piazza Duomo zero persone perchè era inibito addirittura il transito a piedi in quelle strade. Nel piazzale del Duomo, qualche altro centinaio di persone. Poi per la vestizione del nuovo Vescovo, la celebrazione della Messa e la Benedizione, nel Duomo hanno avuto accesso un centinaio di persone.

Il servizio è filato liscio e non poteva essere altrimenti perchè c’era pochissima gente da controllare e di solito i fedeli non sono scalmanati o ultras. Tutto bene, con viva soddisfazione dei responsabili dell’ordine e sicurezza pubblica, perchè c’era pochissima gente rispetto alle previsioni: si parlava di almeno 3000 fedeli in arrivo ma moltissimi – rispetto al clima creatosi con i controlli che hanno scoraggiato la gente e il traffico che ha impedito a tantissimi di raggiungere il centro – sono rimasti a casa. Qualcuno avrà assistito alla diretta tv, quasi nessuno dinanzi al maxi schermo posizionato pure controsole: molti saranno andati a respirare aria fresca. Avranno tempo per conoscere il Vescovo, in futuro.

In Piazza Libertà, dal balcone del Palazzo Vescovile, c’è stato il saluto al nuovo responsabile della Diocesi da un Sindaco talmente emozionato da essere addirittura in difficoltà nel leggere il discorso che aveva preparato con tanta cura per spiegare la città di Avellino ad Arturo Aiello. Il racconto è stato dettagliato e anche veritiero, visto che ha parlato di una città in difficoltà, ha ricordato i precedenti vescovi, come mons. Forte, opportunamente ha evitato di ricordare mons. Pierro il quale non sta attraversando un momento felice e non per motivi di salute.L’augurio del primo cittadino è stato quello di inserire pure Arturo Aiello tra i Vescovi da ricordare in futuro.

Il nuovo arrivato imparerà a scoprire meglio Avellino, di cui già si sente cittadino: una città che per tantissimi automobilisti, ha rappresentato un incubo, con strade bloccate e difficoltà per trovare parcheggio. Ma quelli avellinesi ed irpini sono abituati: quanti sono arrivati da altre città, hanno saputo del motivo di quel blocco del traffico solo quando sono rimasti imprigionati nelle loro vetture. Nemmeno un cartello lungo le strade di penetrazione, per avvisare e consigliare di percorrere altre strade.

E mentre il vescovo impartita la sua benedizione, dagli automobilisti salivano maledizioni, senza diritto di esclusiva: un pò verso tutti.

Bene arrivato, Vescovo cittadino di Avellino.

 

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