Ariano Irpino, secondo caso di Coronavirus. L’irritazione della Morgante: “Regole non rispettate”

Secondo caso di Coronavirus in Irpinia e Pronto Soccorso dell’Ospedale arianese chiuso all’utenza.

Dopo la donna di 59 anni, è risultato positivo il tampone anche perl’uomo di 61 anni che era stato trasferito dall’Ospedale “Frangipane” di Ariano Irpino a quello di Avellino.

Pure per questo secondo caso, si attende la conferma dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il 61enne vive alla contrada San Liberatore di Ariano Irpino ed è originario di Milano da dove si trasferito, anni fa, nel comune irpino, gestendo un bar molto frequentato i cui clienti appaiono adesso molto preoccupati per un possibile contagio.

Nessun rapporto tra la donna di 59 anni, moglie del medico arianese, e l’uomo.

L’Azienda Sanitaria Locale ha già attivato la sorveglianza fiduciaria, come da circolare ministeriale, sui contatti del probabile caso.

Pronto Soccorso chiuso

Medici e infermieri in isolamento fiduciario, carenza di personale presso l’Ospedale “Frangipane” di Ariano Irpino, in seguito all’accertamento di positività al Coronavirus per la donna che non ha rispettato il rigido protocollo di accesso nella struttura sanitaria. Ora si è aggiunta anche la positività per l’uomo di 61 anni che gestisce un bar ad Ariano.

Sulla vicenda relativa alla donna, la dirigente dell’ASL di Avellino, Maria Morgante, è stata durissima nel ricostruire quanto avvenutoe dopo avere incontrato il direttore sanitario Gennaro Bellizzi presso la struttura arianese: “Chi ha commesso errori dovrà risponderne, saremo intransigenti su questo aspetto e per quanto avvenuto: non doveva assolutamente succedere, dopo avere attuato tante precauzioni. Aspettiamo di ricostruire nei dettagli come sono andate le cose per intervenire in modo rigido. Verificheremo tutte le responsabilità e poi prenderemo i provvedimenti che saranno necessari”.

Percorso saltato

Si è saputo che la 59enne arianese, moglie di un ginecologo che presta servizio presso l’ospedale di Ariano Irpino, ha saltato l’accesso previsto attraverso il triage protetto, portandosi direttamente nel reparto dove è stata sottoposta ad accertamenti.

Poi è stata trasferita ad Avellino e quindi si è atteso il responso del tampone faringeo che è risultato positivo, in base all’esame svolto presso il Cotugno di Napoli.

E’ stata così avviata la procedura che prevede la cosiddetta quarantena per tutte le persone venute a contatto con la paziente.

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Il risultato è che il Pronto Soccorso non è in grado di offrire i servizi all’utenza, per l’assenza forzata di medici e infermieri. In isolamento fiduciario pure diversi pazienti che si sono trovati a contatto con la donna.

Rispetto all’ira espressa dalla Morgante, può stare tranquillo il ginecologo che, nella fretta di fare visitare la moglie dai colleghi in Ospedale, ha saltato triage e trascurato le più elemenari regole: succederà niente, la vicenda finirà nel dimenticatoio, vedrete. Come si dice, in questi casi? “Tengo famiglia…”

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