Ariano Irpino, morte nella casa di riposo: dure accuse e inchiesta della Procura

C’è l’indagine della Procura della Repubbica in attesa dell’intervento personale del Ministro della Sanità, Roberto Speranza.

Il bilancio ufficiale parla di 3 decessi e 26 persone risultate positive al Covid-19, rispetto ad 88 tamponi effettuati sui nonni della Casa di riposo di Ariano Irpino.

Praticamente un terzo degli ospiti e degli operatori del centro per anziani Minerva è stato contagiato dal virus maledetto.

Chi ha portato il contagio lì dentro?

Com’è possibile che in un ambiente teoricamente isolato dall’esterno abbiano avuto accesso persone a rischio contagio?

Qualcuno va con la mente quanto avvenuto all’Ospedale Frangipane, sempre ad Ariano Irpino, quando furono disattese le più elementari norme di prevenzione, agli inizi di marzo.

Scoppiò un incendio – più che focolaio – del contagio nella zona dell’Arianese che sta pagando il più alto prezzo, in termini di persone contagiate e decessi, in provincia di Avellino

Personale sanitario del Centro Minerva

Ariano Irpino e i paesi limitrofi rappresentano la zona rossa dell’Irpinia.

In quel territorio, dove è ubicato il Centro Minerva, si conta quasi la metà dei contagiati dell’intera provincia di Avellino dove si registrano finora 260 contagi e 26 decessi (un allarmante 10% destinato ad aumentare)

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Com’è possibile che sia arrivato il contagio tra gli anziani del centro di Contrada Serra?

Inchiesta e accuse

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Mentre scoppia la polemica politica, rapportata alla gravità della situazione, scatta anche l’indagine della Procura della Repubblica di Benevento affidata dal Procuratore capo, dottor Policastro, direttamente al comandante provinciale dei carabinieri Massimo Cagnazzo per fare luce su questa sconcertante situazione.

Verifiche doverose anche sotto il profilo amministrativo, saranno controllate le condizioni degli ospiti, lo stato in cui vivono all’interno della struttura, le varie autorizzazioni.

Nella struttura sono ospitate persone dalla salute cagionevole, in età avanzata, che sono indifesi rispetto a una banale influenza, figurarsi in caso di Covid-19.

Si tratta di una serie di accertamenti dovuti e necessari, che non corrispondono ovviamente a indizi di colpevolezza nei confronti del management amministrativo e sanitario della struttura arianese.

Il dramma dei parenti

La situazione è particolarmente allarmante, per il focolaio che si è sviluppato in un ambiente teoricamente assai protetto.

I parenti delle persone ospitate dalla struttura, dei nonni che lì dentro vivono impauriti e in comprensibile ansia, ritenevano che i loro cari fossero particolarmente protetti in quella moderna struttura per anziani.

Praticamente i congiunti venivano considerati in perenne quarantena, al sicuro, senza contatti con l’esterno.

Gli anziani, allarmati per il dilagare del contagio, sono in una comprensibile situazione di prostrazione psicologica.

Altrettanto i parenti che non possono offrire una parola di sostegno ai loro cari, con i quali è proibito qualsiasi contatto.

Ci vuole Speranza

Il parlamentare Generoso Maraia, profondo conoscitore del territorio arianese, ha interpellato il Ministro per la Salute, chiedendo a Roberto Speranza un intervento affinchè venga affrontata questa emergenza nell’emergenze.

Il rappresentante del Movimento 5 Stelle chiede che venga fatta luce su possibili responsabilità.

In modo chiaro e netto Maraia ha fatto sapere attraverso un comunicato:

Quanto si sta verificando ad Ariano è molto grave, perché il nemico da combattere non è solo il Coronavirus ma il disastroso sistema sanitario di De Luca, De Mita e Morgante.

La Regione Campania ha completamento disatteso tutte le indicazioni ministeriali e dell’Istituto superiore di sanità in merito ai tamponi e alla sorveglianza attiva dei soggetti in quarantena.

Il risultato è il nuovo focolaio presso una Residenza sanitaria. Purtroppo la volontà è stata quella di nascondere le responsabilità per non dire l’unica cosa vera. I cittadini di Ariano sono una vittima dell’Ospedale e oggi dell’RSA, dove c’è voluto il morto per portare alla luce quello che il Governatore vorrebbe nascondere”.

Tamponi per tutti

Prosegue la nota del parlamentare Maraia: “Da un mese ho chiesto a De Luca e alla Morgante di fare i tamponi a tutto il personale dell’Ospedale di Ariano, ai pazienti presenti e ai loro cari. A distanza di un mese, invece di assistere ad una diminuzione dei casi, è esploso il secondo focolaio, sempre all’interno di una struttura sanitaria.

È vergognoso che per scoprire il focolaio sia dovuto morire un paziente di quella struttura. Questo secondo focolaio si sarebbe potuto evitare se De Luca avesse rispettato le indicazioni Ministeriali che dal 27 Febbraio. Quelle che impongono di fare i tamponi a tutti i soggetti presenti negli ospedali, anche agli asintomatici venuti in contatto con casi positivi, facendo esplicito riferimento anche alle RSA come quella di Ariano.

Per un mese, oltre alla creazione della zona rossa, non si è fatto nulla per contenere il contagio e per dare cure adeguate a chi è a casa.

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Prosegue il parlamentare pentastellato: “Siamo riusciti ad ottenere la riapertura dell’ospedale ma non i tamponi. Abbiamo costretto la Morgante a rivedere la programmazione dei posti letto che passano da zero a 25 per la terapia intensiva e 24 per la terapia sub intensiva, ma in realtà sei posti letto c’erano e sei ce ne sono.

Intervento Ministro

La lunga dichiarazione di Giovanni Maraia si conclude con questo passaggio: “Ho chiesto al Ministro Speranza di far rispettare all’Asl di Avellino le circolari ministeriali che fino a questo momento ha sistematicamente disatteso mettendo in serio pericolo la salute di tutti.

La misura è colma e il Governatore deve collaborare con il Governo comunicando la verità sui posti letto effettivamente attivati, sui tamponi, sui DPI e ventilatori in possesso della regione, in modo da poter avere dalla Protezione Civile ciò di cui si ha bisogno grazie a una rappresentazione reale e meno macchiettistica del Sistema sanitario regionale.

La priorità non è l’esercito, ma medici e infermieri per attivare nuovi posti letto in ospedale. Sto perdendo tante persone a me care ma non perdo la speranza di poter aiutare la mia comunità a superare questo difficile momento”.

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