AIR Campania, USB chiede controlli sui turni degli autisti

Il sindacato segnala possibili violazioni su guida, pause, riposi e straordinari

Esposto ai vertici aziendali e agli organi competenti: sotto osservazione gli impianti di Firema, Capua, Capodichino e Teverola.
L’USB Lavoro Privato Campania accende un nuovo faro sull’organizzazione del lavoro in AIR Campania S.p.A.. Con una segnalazione protocollata l’8 luglio 2026, il sindacato ha chiesto accertamenti ispettivi e documentali sui turni del personale viaggiante, denunciando possibili criticità in materia di tempi di guida, pause, riposi, lavoro straordinario e tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.
La comunicazione è indirizzata all’Amministratore unico di AIR Campania, al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e al Medico competente dell’azienda. Al centro dell’esposto ci sono le programmazioni dei servizi e le modalità operative che, secondo l’organizzazione sindacale, non sarebbero episodiche ma riconducibili a un assetto strutturale di gestione dei turni.
Il nodo dei doppi turni e dello straordinario
Secondo quanto ricostruito dall’USB, l’azienda farebbe ricorso frequente all’accorpamento di più prestazioni nella stessa giornata lavorativa, con l’utilizzo sistematico del lavoro straordinario per garantire la copertura del servizio ordinario. Il sindacato segnala casi di superamento delle 39 ore settimanali previste dal CCNL Autoferrotranvieri, giornate con oltre 10 ore complessive di guida, nastri lavorativi fino a 14 ore e ricorso frequente al riposo giornaliero minimo di 9 ore.
La denuncia riguarda in particolare gli impianti AIR Campania di Firema, Capua, Capodichino e Teverola, dove sarebbero state raccolte le principali segnalazioni del personale viaggiante. In alcuni casi, secondo il sindacato, potrebbe essere stato superato anche il limite di 12 ore settimanali di lavoro straordinario.
Pause e riposi sotto osservazione
La questione investe anche la distinzione tra i servizi inferiori a 50 chilometri e quelli soggetti al Regolamento europeo 561/2006, con l’uso del cronotachigrafo. Per i primi, l’USB richiama la Legge 138 del 1958 sui tempi di lavoro del personale degli autoservizi pubblici extraurbani; per i secondi, segnala possibili criticità nella fruizione delle pause dopo 4 ore e 30 minuti di guida e del riposo settimanale regolare di 45 ore. La stessa disciplina nazionale richiama il tema delle soste e della loro effettiva funzione di recupero per il conducente.
Uno dei punti più delicati riguarda le soste ai capolinea. Il sindacato chiede di verificare se quei periodi possano essere davvero considerati pause, oppure se siano occupati da attività connesse alla gestione del mezzo e del servizio, come controlli, sistemazioni operative o incombenze legate alla ripartenza.
Il richiamo all’articolo 178 del Codice della Strada
Nella segnalazione viene richiamato anche l’articolo 178 del Codice della Strada, relativo ai trasporti professionali con veicoli non muniti di cronotachigrafo. La norma collega la durata della guida alle disposizioni dell’Accordo AETR, reso esecutivo in Italia con la Legge 112 del 1976.
L’USB fa inoltre riferimento a una risposta dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro del 27 dicembre 2024, che ha riaperto l’attenzione sull’applicazione dell’articolo 178 ai servizi non soggetti all’obbligo di cronotachigrafo. Il sindacato chiede quindi che venga verificata la corretta tenuta della documentazione di servizio, oltre all’effettivo rispetto dei tempi di guida, delle pause e dei riposi.
La richiesta di accertamenti
L’organizzazione sindacale chiede di acquisire turni programmati ed effettivamente svolti negli ultimi 24 mesi, prospetti individuali delle prestazioni, fogli presenza, documentazione sullo straordinario, attestazioni relative a pause e riposi, registrazioni cronotachigrafiche e ogni altro atto utile. La verifica richiesta riguarda anche il DVR aziendale, con particolare attenzione alla valutazione del rischio da affaticamento collegato alla guida professionale.
Il tema non è soltanto contrattuale. Nella nota, l’USB collega la durata eccessiva delle prestazioni e la riduzione dei tempi di recupero a un possibile incremento del rischio psicofisico per i conducenti, con ricadute sulla sicurezza dell’esercizio e sull’utenza.
Il contesto aziendale

AIR Campania è la società regionale attiva nel trasporto pubblico su gomma interprovinciale e provinciale e nella gestione dell’impianto a fune Mercogliano-Montevergine, secondo la documentazione societaria pubblica della Regione Campania.
La segnalazione sindacale arriva in una fase in cui il tema dell’organizzazione del lavoro nel trasporto pubblico locale resta centrale, tra carenza di personale, copertura dei servizi e necessità di garantire standard di sicurezza adeguati. Saranno ora gli organi destinatari della richiesta a valutare se avviare accertamenti e con quali modalità.

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