Fierro interroga Sibilia sulla gestione dei rifiuti Di seguito vi proponiamo i tre quesiiti che l'esponente del Partito Democratico, Lucio Fierro, rivolge al Presidente della Provincia Cosimo Sibilia, in merito alla gestione pubblica della società dei rifiuti.
1.Nei mesi e nelle settimane scorse all’Asa è esplosa una vera e propria questione morale i cui contorni sono noti a tutti. Lei ha acquisito il controllo pieno dell’ASA sbandierando la nomina di amministratori “tecnici”. Stranamente tutto tace. La trattativa per saldare la posizione del socio privato è entrata nel “mare delle nebbie”; strani “consulenti” a cavallo tra politica e affari sembrano aver preso in mano la questione ed i costi dell’operazione diventano sempre più oscuri.
Perché non state revocate le assunzioni clientelari?
Il deficit dell’ASA del 2009 di 600.000 euro è diventato in appena sei mesi quasi due milioni? e come si intende farvi fronte?
Si è decisa la ricapitalizzazione. La Provincia ha versato le sue quote o vuole far fallire l’azienda? E se fosse vera questa seconda ipotesi, quale è la convenienza per il pubblico in tale scelta?
2.La Società provinciale resta un oggetto misterioso. Nessuno conosce il suo piano industriale. Neppure una bozza è stata portata al confronto con i sindacati e nell’aula del Consiglio Provinciale. Meno che mai ne sono stati investiti i sindaci. Questo riserbo, lungi dal deporre in favore di una serietà di impostazione, legittima il dubbio che ci si voglia sottrarre ad un confronto di merito, e che Nlo si intenda fare lasciando filtrare sapientemente indiscrezioni parziali. Nulla si dice sulle ipotesi di assetto, sulle funzioni “internalizzate” e su quelle che si intende “esternalizzare”, sui costi finanziari e sulla loro copertura, sulle soluzioni da adottare per superare la fase delle discariche e per riqualificare, quantitativamente e qualitativamente la differenziata, sul piano di investimenti e sul destino degli impianti. Circola invece solo la voce allarmante (o per allarmare?) che saranno necessari centinaia di esuberi e si legittima il sospetto che si tratti di una indiscrezione fatta circolare ad arte per concentrare l’attenzione sulla sorte dei lavoratori lasciando in ombra ogni altra questione. Perché ancora non si mette a disposizione della pubblica opinione, delle istituzioni, dei sindacati, le ipotesi di lavoro su cui i suoi esperti si stanno esercitando, per un primo chiaro confronto su come affrontare i problemi che dovrebbe già essere in grado di evidenziare?
3.La discarica di Savignano. I contratti per la sua gestione sono in scadenza. Nulla si sa di cosa stia avvenendo. Tutti ci aspettiamo che sia chiarito innanzitutto per quanto tempo ancora essa debba restare in funzione. In secondo luogo quando l’azienda provincializzata intende assumerne la gestione e se la gestione la vorrà garantire in via diretta -come penso sia necessario ancorché giusto- perché questo, e non altro è il significato della “provincializzazione”. Il silenzio ci opprime. Dopo la mia lettera aperta qualcuno ci ha fatto sapere che in realtà un contratto (a trattativa privata) già ci sarebbe e per un importo solo di lavori per milioni di euro. E’ vero? E’ falso?
Io ho fatto solo domande. Se le risposte e le rassicurazioni non verranno è del tutto legittimo cominciare a pensare che qualcuno sta lavorando per introdurre in Irpinia uno schema di gestione dei rifiuti in cui sarà difficile discernere tra interesse generale e quello di “amici”.












