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Venerdì 18 Maggio 2012

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Solofra, Clemente: "Da Guarino e Vignola poche idee sul SII"

SOLOFRA - Il consigliere comunale del Partito Democratico Enzo Clemente bacchetta amministrazione comunale ed il suo collega di partito Michele Vignola: "Assistiamo in questi giorni ad un dibattito, sterile e personalizzato, intorno all’importante problema della gestione, sul nostro territorio, del Servizio Idrico Integrato. Protagonisti sono diventati soggetti incapaci di documentarsi e imbevuti di astio e pregiudizi che si fronteggiano solo per contrastarsi e primeggiare, senza avere la minima volontà di affrontare e arrivare alla risoluzione del problema. L’Amministrazione Comunale di Solofra e il consigliere Michele Vignola ancora non hanno capito di cosa parlano e se non mettono freno alle loro intemperanze rischiano di provocare entrambi danni irreparabili alla città. Si ritiene che la città, con le sue rappresentanze, associazioni imprenditoriali, comitati, sindacati di categorie e comuni cittadini, debba farsi carico del delicato problema che investe non solo la gestione dell’acqua pubblica ma l’intera economia conciaria con la gestione dell’impianto di depurazione. Nel settore delle risorse idriche e nella gestione dell’impianto di depurazione a Solofra nel corso dell’ultimo anno abbiamo assistito solo a battaglie ipocrite e a tanta disinformazione. A Solofra il fallimento della gestione dell’impianto di depurazione da parte degli imprenditori conciari, tanto predicato strumentalmente dal consigliere Michele Vignola e cavalcato dal vice-sindaco De Vita, ruota intorno ad una fondamentale premessa: l’impraticabilità del modello della gestione privatizzata, tramontata con il referendum del giugno scorso e negata dalla vigente legislazione italiana. Ecco allora che occorrerebbe immaginare l’approdo ad un modello di gestione pubblica, o mista pubblica – privata con capitale pubblico maggioritario, originale, capace di mediare tra interessi territoriali, sociali ed ambientali ed istanze di economicità, evitando il rischio che le ragioni della socialità possano essere invocate per coprire burocratismi, clientele e sprechi. All’assessore Romano che è intervenuto con una dichiarazione lapidaria sul quotidiano Il Mattino di ieri va ribadito che la svolta per la gestione del Servizio idrico Integrato nel nostro territorio e la gestione dell’impianto di depurazione Solofra – Mercato San Severino è rappresentata dalla soluzione immaginata al tavolo istituzionale dell’ATO 1 Calore Irpino, attraverso l’autorevole parere formulato dal professore Giuseppe Caia, ordinario di diritto amministrativo all’Università di Bologna. L’assessore Romano immagina l’unicità della gestione del depuratore Solofra – Mercato San Severino in capo alla Gori spa braccio operativo dell’ATO 3. In realtà facendo riferimento alla sentenza della Corte Costituzionale n.307 del 20 novembre 2009 va presa in considerazione per l’impianto di depurazione della città conciaria l’unitarietà e non più la semplice unicità della gestione e conseguentemente va stabilito che la gestione (comunque non separata) dell’impianto di depurazione Solofra – Mercato San Severino potrà essere affidato a più soggetti coordinati e collegati tra loro che si possono immaginare nel Codiso spa a Solofra e la Gori spa a Mercato San Severino. Per quanto detto le due Autorità di Ambito, Ato 1 e Ato 3, ben possono decidere di organizzare le gestioni attraverso i due soggetti imprenditoriali che siano coordinati e collegati senza necessariamente doversi aggregare tra di loro, alla sola condizione che sotto il coordinamento delle Autorità d’Ambito, instaurino forme di collegamento come quella dell’Associazione Temporanee d’Impresa o consimili tipologie di contratti a valenza associativa. Perché ciò sia possibile è opportuno superare gli antichi scontri anche in considerazione che sul territorio dell’ATO 1 il servizio Idrico Integrato può essere concesso alle società preesistenti nel rispetto della legge costruendo anche in questo caso un collegamento coordinato ed unitario tra gli attuali gestori tra cui l’Irno Service spa. I referendum e la scadenza degli ATO al 31/12/2011 spingono verso un’intesa di tutti i soggetti protagonisti. E’ naturale che a questo punto le società del settore (Codiso spa, Irno Service spa) hanno la necessità di adeguarsi ai requisiti previsti dalla legge, abbandonando mentalità e pesi del passato. Per raggiungere gli obiettivi della gestione pubblica è necessaria una larghissima condivisione tra le forze politiche e le istituzioni del territorio. Questa rimane l’unica strada da percorrere in un territorio come il nostro dove la lunghezza degli acquedotti, i costi dell’energia elettrica delle captazioni, le necessità ambientali legate alla depurazione e soprattutto l’assetto idrogeologico, determinerebbero variabili di costi notevolissimi, spingendo la tariffa verso quote inverosimili in relazione al reddito medio della nostra provincia".

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