Solofra, nel 2010 riprende la corsa del distretto Nei primi mesi del 2010 il comparto concia torna a rivedere la luce. In termini di produzione conciaria, sulla base delle attuali stime, nella prima parte dell’anno c'è stato un aumento del 17,3% in volume rispetto al medesimo periodo del 2009. La variazione in valore è lievemente più intensa (un punto percentuale maggiore). Tale rilevazione generale nasconde comunque risultati aziendali anche fortemente disomogenei, a conferma di una domanda incerta e frazionata. Export in forte crescita (+32,5% nel periodo gennaio-maggio) il valore complessivo delle esportazioni italiane di pelli conciate, che da oltre un decennio rappresentano 2/3 del fatturato nazionale di settore. L’incremento è generalizzato ed interessa sostanzialmente tutti i clienti esteri (anche quelli di secondaria importanza). Tra le principali destinazioni, segnaliamo il balzo delle spedizioni verso l’area cinese (+49%, primo cliente internazionale della concia italiana con una quota pari ad oltre il 20% dell’export totale) e verso le più importanti mete comunitarie tradizionali (Spagna +72%, Francia +46%, Germania +35%, Portogallo +39%, Regno Unito +59%, Olanda +69%). Incrementi, ma meno intensi, anche su vecchie e nuove delocalizzazioni manifatturiere euro-mediterranee (Romania e Bulgaria +12%, Tunisia +3%). Vale segnalare, dopo anni di cali continui, il promettente recupero degli USA (34%). Per i distretti conciari: livelli medi di attività incrementati in tutti i principali poli nazionali. Ricorso alla CIG diminuito sia nel distretto veneto (-55% nel periodo gennaio-maggio) che in quello toscano (-38% nei primi 7 mesi). La Campania mantiene livelli elevati.












